I progetti Life toscani finanziati dalla Commissione europea

Fanghi portuali al posto della torba; migliorare il rifornimento idrico del Cornia; anfibi e falene

[20 novembre 2015]

LIFE Toscana

Tra i progetti LIFE che oggi la Commissione europea ha deciso di cofinanziare ce ne sono anche quattro toscani. Ecco di cosa si tratta:

LIFE ECO-PULPLAST (Selene S.p.a.):  L’obiettivo del progetto è quello di ridurre a zero la quantità di pulper (scarti prodotti dalle cartiere, ndr) inviato a discariche e inceneritori. A tal fine, verrà realizzato il prototipo di una linea di produzione per pallet composti per più del 50% da pulper, redigendo al contempo il business plan di un impianto da 30.000 tonnellate/anno nell’area di Lucca, l’hub della produzione e trasformazione in Europea di carta tissue. L’impiego dei pallet all’interno dell’area lucchese creerebbe un’economia circolare locale per i rifiuti pulper, riciclati in nuovi composti e prodotti plastici. Il progetto prevede inoltre redigere le linee guida per replicare la metodologia di produzione pallet in altre sedi di produzione della carta.

LIFE HORTISED – Dipartimento di scienze agrarie e delle produzioni alimentari e dell’ambiente dell’università di Firenze

Negli ultimi 25 anni lo sfruttamento delle torbiere è in costante aumento, il che ha portato alla perdita del 70% delle aree torbiere in Europa e, in alcuni casi, alla distruzione degli habitat naturali. Eppure, la torba rimane importante per la coltivazione orticola, senza alternative affidabili in vista.  I materiali alternativi testati, come  la corteccia d’albero, le fibre di legno, i fanghi compostati e i rifiuti verdi, non sono stati  accettati  da produttori come sostituti accettabili. La recente direttiva sui rifiuti UE sostiene il riutilizzo dei sedimenti dragati nei porti che, a differenza di quelli dragati dai siti altamente contaminati, possono essere riutilizzati  senza azioni correttive specifiche (se non contengono livelli eccessivi di contaminanti organici e inorganici, così come determinati con metodi ufficiali). Tuttavia, la normativa comunitaria vigente non è chiara sulla possibilità di utilizzare i sedimenti dragati trattati come sottoprodotti in agricoltura e i paesi europei si affidano a loro legislazione nazionale quadro o alle disposizioni delle autorità locali.

L’obiettivo generale del progetto LIFE HORTISED è quello di dimostrare l’idoneità dei sedimenti dragati bonificati come alternativa alla torba nella preparazione dei substrati di coltivazione in orticoltura.  Vuole dimostrare il potenziale di un substrato di coltivazione basato sedimenti innovativi nella coltivazione del melograno e delle fragole, come piante rappresentative a livello  aziendale in Italia e Spagna. I risultati saranno confrontati con la coltivazione tipica degli se tessi frutti stessi coltivati ​​con l’uso di torba tradizionale. Infine, il progetto elaborerà linee guida per l’utilizzo sicuro e sostenibile dei sedimenti come componenti dei substrati delle coltivazioni orticole. Il progetto dovrebbe ridurre l’utilizzo di torba al  10-20%, equivalente a un  80-90% di riduzione emissioni di CO2.

LIFE Rewat – Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa:

Il fiume Cornia (Val di Cornia) è uno dei tre principali sistemi idrografici della regione Toscana,  fa parte del distretto idrografico  dell’Appennino settentrionale. A causa di un utilizzo civile ed agricolo intensivo delle risorse idriche locali, la parte inferiore  della piana alluvionale del fiume è caratterizzato da una grave squilibrio idrologico quantitativo. Di conseguenza, il livello della falda acquifera sta  gradualmente diminuendo, facilitando l’intrusione di acqua marina, che, a sua volta, ha abbassato lo stato ecologico delle acque costiere marine e causato danni agli ecosistemi terrestri adiacenti (e in particolare al sito Natura 2000, “Padule Orti Bottagone “e la zona umida protetta,” della Sterpaia “). L’accesso a acqua di buona qualità per i residenti locali, gli agricoltori e gli imprenditori è dunque gravemente minacciato, con i costi di gestione delle acque destinate ad aumentare (a causa dei costi energetici più elevati legati alla fornitura di acqua di L’obiettivo principale del progetto LIFE Rewat è quello di mettere in atto, a seguito di un approccio partecipativo, una strategia per la gestione integrata delle risorse idriche a livello di sub-bacino, proponendo un modello di governance per lo sviluppo sostenibile della bassa Val di Cornia.

Gli obiettivi specifici del progetto sono:  Creare una base di conoscenze integrata e strutturata del sistema idrologico della Val di Cornia;  Aumentare la consapevolezza dell’importanza del risparmio idrico e degli stock di acque sotterranee bancario e coinvolgere attivamente nel progetto degli utenti idrici;   Dimostrare la fattibilità tecnica ed economica e la sostenibilità ambientale delle cinque soluzioni per la gestione delle risorse naturali e gestire la ricarica degli acquiferi e  il risparmio idrico generale per la fornitura di acqua per uso civile ed agricolo;  Sviluppare un modello di governance integrato per la gestione delle acque superficiali e sotterranee a scala sub-bacino, sulla base di un processo partecipativo;  Firmare un contratto bacino idrografico, coinvolgendo tutte le parti interessate del sub-bacino.

Risultati attesi: Il progetto LIFE Rewat sono:  Una riduzione del consumo di acqua di circa il 10%  grazie ad interventi di risparmio idrico nel rifornimento idrico civile;  Una riduzione del consumo di acqua di circa il 20% grazie al risparmio idrico in agricoltura;  Una riduzione del consumo di acqua di circa il 20% grazie ad interventi per la riduzione e la gestione sostenibile delle acque piovane nelle aree urbane;  Un’immissione di acqua stimata  di almeno 360 000 m3/anno grazie all’installazione di un impianto di ricarica degli acquiferi; Un aumento del tasso di ricarica  di almeno il 10% grazie al  ripristino morfologico di un tratto del fiume Cornia; Un miglioramento dello stato ecologico del corpo idrico grazie al restauro geomorfologico dello stesso tratto del fiume.

LIFE WetFlyAmphibia – Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

L’analisi della dinamica delle popolazioni di specie target affini alle zone umide, in particolare di anfibi e lepidotteri, rivela una serie di problemi. In particolare, le popolazioni di anfibi,  l’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata) in netto calo a livello nazionale,  la salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata) e il  tritone crestato italiano (Triturus carnifex) e i lepidotteri e, falena dell’dera Jersey tigre (Euplagia quadripunctaria), una specie prioritaria, e Eriogaster catax , hanno una distribuzione irregolare a causa dell’ alterazione e della riduzione dei loro habitat (comprese le zone umide) e dei  siti di riproduzione,  degli agenti patogeni e della trasformazione del loro territorio. Il ripristino delle zone umide e di altri habitat importanti per le specie target è di vitale importanza.

L’obiettivo generale del progetto LIFE WetFlyAmphibia è quello di migliorare lo stato di conservazione delle popolazioni di anfibi e farfalle che vivono nelle zone umide aperte all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Gli obiettivi specifici sono  Migliorare gli habitat, stabilire aree di riproduzione e di rafforzare le popolazioni di Bombina variegata, Salamandrina terdigitata e Carnifex Triturus; Migliorare gli habitat di Euplagia quadripunctaria ed Eriogaster catax;  Migliorare lo stato di conservazione delle zone umide delle aree aperte (habitat 6430) e delle specie vegetali rare che si trovano in queste zone; Favorire un atteggiamento favorevole nei confronti delle esigenze di conservazione delle specie di anfibi e farfalle.

Risultati attesi. Le misure di conservazione attuate per migliorare le popolazioni di specie bersaglio in 156 zone; realizzare 7 nuove zone umide stabilite; ripristinare  vegetazione e stagni,  approfondire quelli presenti in 15 aree (habitat 6430); abbattere alberi e arbusti in 24 zone umide; installare nuove recinzioni in 9 aree; collocare strutture accessibili in 46 aree; costruire o restaurare fontane  in 48 aree; completare 20 sottopassi per anfibi in un’area; Aumentare e diffondere maggiormente le  popolazioni di Bombina variegata e Salamandrina terdigitata  Almeno 10-15 all’anno di individui metamofizzati di Bombina variegata e almeno da 1.000 a 1.500 uova di Salamandrina terdigitata reintrodotti  nelle aree target;  Adeguato monitoraggio delle popolazioni delle specie bersaglio e dell’impatto degli interventi; Maggiore consapevolezza della necessità della conservazione delle specie target.