I sedimenti della pulizia dei corsi d’acqua non sono più rifiuti pericolosi

Coldiretti: «Ora interventi contro il dissesto idrogeologico più facili per imprese e consorzi »

[26 novembre 2014]

Coldiretti Toscana si dice soddisfatta per quanto prevede la legge di conversione del cosiddetto Sblocca Italia che, nell’articolo 7, comma 8 bis, ha inserito tra quelli contemplati dall’articolo 185 del codice ambientale – che già escludeva dal novero dei rifiuti i sedimenti non pericolosi spostati all’interno di acque superficiali – anche i sedimenti derivanti della pulizia di canali e fossi ai fini della prevenzione di inondazioni, o della riduzione degli effetti di inondazioni o siccità, o ripristino dei suoli e che quindi  non saranno più considerati rifiuti pericolosi e potranno essere sistemati lungo ciascuna sponda dei corsi d’acqua.

Secondo l’associazione degli agricoltori toscani, «Si tratta di una semplificazione enorme rispetto al passato, oltre che una riduzione di costi, per lo smaltimento che spesso costituiva un impedimento ed una limitazione per le aziende agricole che dovevano sostenere le spese per la rimozione. La novità vale sia per le imprese agricole, che soprattutto per i Consorzi di Bonifica tra i cui compiti c’è appunto quello della pulizia dei fossi e dei canali.  Si tratta di un importantissima disposizione che costituisce una notevole semplificazione per lo svolgimento delle attività e degli interventi di manutenzione e pulitura delle sponde e degli argini, necessari al fine di assicurare la tutela del territorio da fenomeni di instabilità che risultano aggravati, spesso, proprio da accumuli di materiale non opportunamente rimosso».

Fino ad oggi, soprattutto per le piccole imprese che volevano pulire il proprio corso d’acqua, pulire un alveo e liberarlo dall’accomunalo di sedimenti che ne avevano alzato il livello era una procedura complicata ed economicamente pesante: ’azienda, così come i Consorzi di Bonifica dovevano, una volta prelevati i sedimenti, trasportarli dalla zona di rimozione fino al luogo dello smaltimento. «Una sequenza di azioni complicate e costose che costituivano – concludono a Coldiretti – una forte limitazione ad una più frequente e tempestiva manutenzione dei corsi d’acqua. Con questa importante modifica gli interventi saranno più veloci e frequenti».