Il calcestruzzo “assetato” che drena 4.000 litri di acqua in un minuto (VIDEO)

Ma non risolverà i problemi della cattiva urbanizzazione e le conseguenze del cambiamento climatico

[1 ottobre 2015]

tamac

Il video è già diventato famoso sui social network: una gigantesca betoniera scarica un diluvio di acqua su un parcheggio, ma quello che sembra asfalto e miracolosamente l’acqua scompare: 1.056 galloni, qualcosa come 4.000 litri, assorbiti in un minuto. Se i materiali per le pavimentazioni esterne non sono una novità, il TopMix Permeable, così si chiama il miracoloso calcestruzzo-spugna prodotto dalla britannica Termac, è il primo a poter essere utilizzato come il cemento, cioè in grado di sostenere più peso di primi marciapiedi permeabili utilizzati per percorsi pedonali i a basso carico. E dal momento che il calcestruzzo è il secondo prodotto più utilizzato al mondo, dopo l’acqua, il TopMix potrebbe rivoluzionare il modo in cui le città affrontano il crescente problema delle piogge e delle loro conseguenze.

Infatti, mente l’urbanizzazione e lo spostamento di popolazione dalle zone rurali alle città appare inarrestabile, come sappiamo bene in Italia,  i sistemi di drenaggio naturali vengono sostituiti da superfici impermeabili, soprattutto cemento e asfalto, che ostacolano la capacità dell’ambiente di drenare l’acqua piovana. Per esempio, una foresta tra l’80 e il 90% dell’acqua viene assorbita dal terreno, nelle aree urbane l’assorbimento può scendere a poco più del 10%, per questo anche oggi stiamo col fiato sospeso, in attesa di cosa potrà succedere con il vortice di maltempo che sta colpendo Sardegna, Toscana e Liguria.

Se si lascia da parte il caso italiano (e non solo) segnato da un abusivismo diffuso e da una cattiva pianificazione che acuiscono ulteriormente il problema, fino ad ora io Paesi avanzati hanno cercato di affrontare il problema della fragilità delle città di fronte a fenomeni atmosferici intensi con  la realizzazione di infrastrutture: fogne e sistemi di drenaggio delle acque piovane, che però stanno diventando rapidamente obsolete con i cambiamenti climatici e l’aumento dei fenomeni meteorologici estremi e delle “bombe d’acqua”.

Dana Buntrock, che insegna architettura all’università di California – Berkeley, ha detto a ThinkProgress che «Le risorse delle pavimentazioni permeabili sono estremamente importanti. Altrimenti l’acqua verrà concentrata in sistemi che sono stati progettati in modo da diventare sempre più costosi». Infatti, anche in Paesi sviluppati come la Gran Bretagna, all’incirca solo il 12% dei danni è causato dall’esondazione di fiumi, il resto delle inondazioni è dovuto da alluvioni provocati dalle acque superficiali a causa di un drenaggio insufficiente. Anche negli Usa, come troppo spesso in Italia, molte delle canalizzazione più vecchie trasportano sia i liquami che le acque piovane, a partire dal XX secolo si è capito che questo non era il metodo più adatto e che poneva grossi problemi ambientali e di salute, quindi si è cominciato a depurare i reflui, ma ancora insieme acque piovane e delle acque reflue insieme. Un sistema che è di nuovo saltato con l’incremento delle “bombe d’acqua” negli ultimi 50 anni un po’ in tutta la fascia temperata dell’emisfero settentrionale, che ospita gran parte dei Paesi sviluppati. Ora, secondo molti esperti, quelle infrastrutture che avrebbero dovuto difenderci non solo hanno spesso raggiunto la fine del loro ciclo di vita, ma il cambiamento climatico minaccia di sopraffare i sistemi di drenaggio delle acque piovane esistenti. Per questo architetti e pianificatori guardano con grande interesse a materiali come il TopMix Permeable.

Il calcestruzzo tradizionale, che di solito è a base di sabbia, è in grado di assorbire limitate quantità di acqua,  appena sufficiente a gestire in modo sicuro le precipitazioni di una grande tempesta ogni 100 anni, ma il TopMix impiega un componente chiamato no-fines concrete che, invece di materiale “fine” come la sabbia, è fatta di piccoli pezzi di granito schiacciati. Quando la pioggia cade sul TopMix, viene drenata dal calcestruzzo poroso e dal sottostante strato di ghiaia, filtrando anche i possibili inquinanti presenti sulla pavimentazione stradale, così l’acqua piovana percola nel terreno e ricarica le falde acquifere naturali. In un’epoca di fenomeni meteorologici estremi, l’utilizzo di questi materiali super-drenanti può fare in modo che le infrastrutture non vengano sopraffatte e, in pratica, che si comportino come un serbatoio, attirando l’acqua dalla superficie e facendola penetrare di nuovo nell’ambiente naturale.

A seconda della zona che si vuole “asfaltare”, il TopMix offre tre diverse opzioni progettuali, che vanno da una opzione che permette l’assorbimento di tutta l’acqua nel terreno, alla versione con una membrana impermeabile che permette di catturare l’’acqua “grigia” per  utilizzarla per l’irrigazione o i servizi igienici. Se invece il terreno sottostante non è in grado di assorbire grandi quantità di acqua piovana, l’acqua può semplicemente essere indirizzata altrove, magari a ricaricare falde acquifere, o avviata al riciclaggio per altri usi.

Un buon uso di questi novi materiali potrebbe evitare la realizzazione di grandi dighe per dissetare le metropoli e far risparmiare alle amministrazioni pubbliche molti soldi spesi, spesso con risultati disastrosi, in opere di difesa. La Buntrock è convinta che presto le superfici permeabili diventeranno comuni come i servizi igienici a basso consumo idrico o le lampadine a risparmio energetico, materiali sostenibili che solo qualche anno fa sembravano lussuosa fantascienza e che sono diventati la normalità.  «Parte di ciò che trovo interessante è il modo in cui i regolamenti ci stanno costantemente portando verso materiali innovativi – dice la  Buntrock – Il legname resistente al fuoco esiste perché stiamo cercando di ridurre i disastri collettivi. Ad un certo punto, i governi saranno davvero sotto pressione e cominceranno a dire che non si può più realizzare una pavimentazione non permeabile in una certa aerea, perché i sistemi fognari sono sotto stress».

Ma non bisogna certo aspettarsi che il calcestruzzo permeabile risolva miracolosamente i problemi della  cattiva urbanizzazione, anche perché il TopMix finora è disponibile solo in Gran Bretagna e questa tecnologia viene fornita avvertendo di non utilizzarla per pavimentare zone molto trafficate e suggerendo che potrebbe essere più appropriato per luoghi come parcheggi e strade private, piuttosto che le autostrade. Inoltre, anche se Tarmac sostiene il prodotto abbia un eccellente capacità di resistere al congelamento ed al disgelo, data anche la sua conformazione e il forte assorbimento dell’acqua, non è chiaro quanto questo materiale possa reggere in climi molto freddi.

Se poi si guarda ai cambiamenti climatici in corso, il TopMix Permeable  sarebbe completamente inefficace contro l’innalzamento del livello del mare, che minaccia di invadere molte grandi città costiere, portando ad inondazioni più frequenti. Come ha sottolineato su ThinkProgress Kristina Hill, dell’università di California – Berkeley, «Questo tipo di tecnologia è grande per ridurre gli allagamenti derivanti dalla pioggia e le inondazioni fluviali, che sono un grande problema. Ma non farà alcuna differenza per l’innalzamento del livello del mare. Più sono vicine al  livello del mare, più le acque sotterranee potrebbe effettivamente risalire quando il livello del mare si alza, e  l’acqua piovana non avrà più nessuna parte dove andare quando precipiterà su quel marciapiede permeabile. Il terreno sarà già saturo».

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  • Tarmac Topmix Permeable - The ultimate permeable concrete system