Il cambiamento climatico potrebbe spingere il leopardo delle nevi verso l’estinzione (Fotogallery)

Salvare il fantasma delle montagne per difendere le sorgenti dei fiumi che dissetano l’Asia

[26 ottobre 2015]

Leopardo delle nevi 0

In occasione dell’International Snow Leopard Day, il Wwf International ha pubblicato il rapporto Fragile Connections: Snow leopards, people, water and the global climate, che  rivela che più di un terzo dell’habitat del leopardo delle nevi (Panthera uncia) potrebbe diventare inadatto all’esistenza di questo raro felino e portarlo verso l’estinzione, se non verrà frenato il cambiamento climatico. Il Wwf sottolinea che «Di fronte ai cambiamenti climatici, deve essere intrapresa un’urgente azione internazionale per salvare il leopardo delle nevi e conservare i suoi fragili habitat montani, che forniscono acqua a centinaia di milioni di persone in tutta l’Asia».

Quindi la sopravvivenza di questo predatore, che vive ancora in alcune regioni montuose dell’Asia centrale, è strettamente legata alle temperature più calde che potrebbero spostare verso l’alto la “linea degli alberi” e portare gli agricoltori a coltivare a quote più alte ed a portare il bestiame al pascolo in aree prima troppo fredde. Ma il Wwf fa notare che «Non sono solo i leopardi delle nevi ad essere a rischio, in quanto il loro habitat di alta quota si estende su molte dei principali bacini idrici dell’Asia». Il rapporto del Panda evidenzia che oltre il 330 milioni di persone vivono entro 10 km dalle sponde dei fiumi che hanno le loro sorgenti nell’areale del leopardo delle nevi e che «dipendono direttamente da loro per i loro approvvigionamenti di acqua giornaliero». Il cambiamento climatico che mette a rischio l’esistenza di un felino considerato in pericolo di estinzione dalla Lista Rossa dell’IUCN, «potrebbe alterare drasticamente il flusso di acqua che scende dalle montagne, minacciando la sopravvivenza di un gran numero di persone in tutto il continente».

Rishi Kumar Sharma è a capo del progetto Snow Leopard Survival Strategy del Wwf, che sta coordinando il primo progetto globale per salvare questa specie ormai ridotta 3.920  – 6.390 individui (Afghanistan: 100-200; Bhutan: 100-200; Cina 2.000-2.500 India: 200-600 Kazakistan: 180-200; Kirghizistan: 150-500;  Mongolia: 500-1.000;  Nepal: 300-500; Pakistan: 200-420; Russia: 150-200; Tagikistan: 180-220; Uzbekistan: 20-50)  ed è convinto che «E’ necessaria un’azione urgente per frenare i cambiamenti climatici e prevenire un ulteriore degrado dell’habitat del leopardo delle nevi, altrimenti il “fantasma del montagne” potrebbe scomparire, insieme ai rifornimenti d’acqua essenziali per centinaia di milioni di persone».

Le Panthera uncia, che sembrano imponenti ma che in realtà pesano solo 45- 55 Kg e arrivano a 1,3 metri di lunghezza (esclusa la lunghissima e folta coda) sono molto vulnerabili e il numero degli esemplari rimasti nelle alte montagne dell’Asia centrale continua a calare. Il rapporto del Wwf evidenzia che «L’incremento della perdita e del degrado degli habitat, il bracconaggio e i conflitti con le comunità hanno contribuito al declino del 20% della popolazione negli ultimi 16 anni» e in molte aree le popolazioni di leopardi delle nevi stanno per estinguersi. Il cambiamento climatico aggraverà queste minacce e potrebbe spingere le specie verso la completa estinzione.

La nuova strategia globale per il leopardo delle nevi si concentrerà nelle aree nelle quali il Wwf ritiene di «poter aggiungere più valore agli sforzi globali per la conservazione delle specie e proteggere i mezzi di sussistenza delle persone, compreso mitigare la minaccia del cambiamento climatico, ridurre i conflitti con le comunità, e la lottare contro il bracconaggio e il traffico di prodotti leopardo delle nevi».

Anche Sami Tornikoski, a capo della Living Himalayas Initiative del Wwf, è convinto che «Il cambiamento climatico è un grosso rischio, ma abbiamo anche bisogno di concentrarci su altri fattori. I leopardi delle nevi non sopravviveranno a lungo se non affrontiamo i cambiamenti climatici insieme ad altre minacce, come il bracconaggio, le uccisioni per ritorsione da parte di pastori, il calo delle specie preda e lo sviluppo mal pianificato. L’India, il Nepal e il Bhutan hanno dimostrato che è possibile aumentare il numero delle specie iconiche, come le tigri e i rinoceronti. Insieme governi, ambientalisti e comunità possono ottenere successi simili con leopardi delle nevi e riportarli indietro dal baratro»,

All’interno della sua snow leopard strategy, il Wwf continuerà a finanziare la ricerca, compreso l’uso di trappole fotografiche e il satellite collaring, per raccogliere più dati possibili su questo grande felino sfuggente. Il Wwf dice che «Questo approccio assume un maggior rilievo dopo che il rapporto Fragile Connections  ha rivelato che meno del 14% dell’habitat del leopardo delle nevi è stato sempre coperto da una delle attività di ricerca o di conservazione» e Sharma. Aggiunge: «Ci sono buchi nella nostra conoscenza dei leopardi delle nevi – dalle loro popolazioni al loro accoppiamento e comportamento alimentare – e dei loro habitat. Queste lacune devono essere riempite in modo da avere i dati per sviluppare strategie di conservazione più efficaci».

Ma il tempo sta per scadere: nel 2013, i 12 Paesi dell’areale del leopardo delle nevi hanno firmato a Bishkek l’ambizioso Global Snow Leopard and Ecosystem Protection Program. Per il Wwf «L’accordo storico segnala  di impegno un livello senza precedenti per conservare il leopardo delle nevi, nonché una nuova era di collaborazione tra governi, organizzazioni internazionali e gruppi della società civile. Tuttavia, i numeri del leopardo delle nevi continuano a diminuire».

Sharma conclude: «Invertire la tendenza al ribasso dei numeri del leopardo delle nevi conservando il loro fragile habitat richiede sforzi di conservazione su una scala senza precedenti. Sarà difficile riuscirci, ma lo slancio e la volontà politica esiste: i governi devono ora tradurre rapidamente tutto questo in azione, incrementando i loro sforzi per salvare il fantasma delle montagne».