Indagine conoscitiva sull’emergenza idrica, Realacci: situazione pesantissima in molte parti di Italia

Incendi in Piemonte, Wwf: «E’ emergenza nazionale», Il Movimento 5 Stelle accusa Chiamparino

[31 ottobre 2017]

Il presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, Ermete Realacci (PD), esprime «Sostegno a popolazione e forze impegnate nello spegnimento degli incendi» in Piemonte e Lombardia, ma ricorda che «Per la crisi idrica serve un piano per l’uso efficiente dell’acqua». Secondo Realacci, «La gravissima situazione degli incendi che da giorni perdura in Piemonte e anche in altre parti del Paese richiede il massimo sostegno alle popolazioni, ai territori colpiti e al lavoro dei Vigili del fuoco e di tutte le forze dell’ordine e dei volontari della Protezione civile che si stanno impegnando generosamente per spegnere le fiamme. Purtroppo quello che sta emergendo dall’indagine conoscitiva sull’emergenza idrica in corso presso la Commissione ambiente della Camera è una situazione pesantissima per quanto riguarda la scarsità dell’acqua in molte parti di Italia, da nord a sud, dovuta al perdurare di una drastica riduzione delle precipitazioni rispetto agli anni passati».

Per il presidente della Commissione ambiente della Camera, «Si conferma la necessità di essere determinati nelle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici in atto e di riduzione delle emissioni inquinanti. Ma per affrontare la siccità servono anche politiche lungimiranti e misure di breve, medio e lungo periodo; serve avviare un piano che tenga conto delle tecnologie più efficaci per un uso razionale ed efficiente dell’acqua in tutti i settori che garantisca la disponibilità della risorsa idrica anche per il futuro. L’acqua è un bene pubblico di prima necessità, una risorsa essenziale da utilizzare in modo efficiente e da tutelare».

Intanto il Movimento 5 Stelle attacca il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino: «In quindici giorni le valli del Piemonte sono andate in fumo. Mille e trecento ettari di territorio in fiamme, popolazioni evacuate, un morto e alcuni intossicati. Bilancio provvisorio ma drammatico. Eppure fino ad una settimana Valmaggia rispondeva ad una richiesta di comunicazione da parte del capogruppo M5S Frediani sugli incendi con pressapochismo mentre Chiamparino riusciva a sminuire una situazione così drammatica sostenendo addirittura che “non ci sono stati danni alle persone e alle cose”. A contraddirlo c’è un territorio devastato e una giovane vittima di Cantalupa»,

Secondo il gruppo consiliare penta stellato del Piemonte,  «La verità è che Chiamparino, con il suo “esageruma nen”, ha dimostrato la pochezza di un “brand” che di fronte alle emergenze perde completamente di credibilità. Chiede serietà ma è il primo a minimizzare e sminuire. Chiede di non “fare gli allenatori” ma fa autogoal: le montagne bruciavano da domenica. La catastrofe ora è un caso nazionale: i media hanno finalmente dirottato lo sguardo verso nord ovest. Ma fino a pochi giorni fa, mentre il fuoco divorava centinaia di ettari di foreste, sulla nostra regione regnava il più assoluto silenzio: media e istituzioni per troppo tempo non hanno prestato la giusta attenzione alla situazione che stava drammaticamente evolvendo. La presunzione, alimentata da una scarsa consapevolezza della gravità, ha poi fatto il resto».
I consiglieri del Movimento 5 Stelle, che oggi chiederanno  nuovamente conto  a Chiamparino in Consiglio Regionale delle sue azioni e dei progetti di intervento sul territorio, dicono di sostenere questa posizione «con cognizione di causa, senza alcuna volontà di strumentalizzare una situazione così delicata, perché solo una settimana fa il Movimento 5 Stelle Piemonte chiedeva in Consiglio regionale in modo esplicito comunicazioni sull’emergenza incendi, suscitando un certo fastidio in aula e provocando una reazione seccata da parte del presidente del PD Gariglio. Secondo gli uomini di Chiamparino infatti la situazione incendi in Val di Susa ed altre vallate del Piemonte era ampiamente sotto controllo con la disponibilità piena di mezzi e uomini».

Il Wwf invece torna sulle parole del ministro dell’Interno Marco Minniti sulle «presumibili attività di carattere doloso» rispetto agli incendi che stanno devastando il Piemonte de che secondo l’associazione ambientalista «dimostrano che quella degli incendi è un’emergenza nazionale che va ben oltre il periodo estivo e che è fortemente collegata a comportamenti criminali: un’emergenza che va combattuta con forza utilizzando tutte le risorse a disposizione, compresa l’attività d’intelligence. Il Wwf ritiene necessario un intervento deciso e rapido della magistratura affinché ci siano pene esemplari per i criminali che hanno appiccato il fuoco mandando in cenere un bene che appartiene a tutti i cittadini; chiede che ci sia l’intervento delle Prefetture quando i comuni non sono in grado di fare il catasto delle zone attraversate dal fuoco per fare in modo, come prevede la legge quadro sugli incendi, che si impediscano per 10 anni le nuove edificazioni, la caccia e il pascolo».

Ma anche il Panda ricorda che «L’attività criminale degli incendiari ha trovato un terreno fertile grazie alla fortissima siccità che stringe in una morsa insieme ad altre zone d’Italia anche il Piemonte. Gli scenari degli impatti del cambiamento climatico nel Mediterraneo avevano previsto i lunghi periodi di siccità ma il cambiamento climatico contribuisce a dilatare nel tempo il fenomeno e renderlo più intenso. Occorre, quindi, assumere provvedimenti strutturali preventivi per affrontare il rischio non in modo emergenziale, ma sistemico: intervenire quindi per gestire in modo efficiente l’acqua, a cominciare dall’equilibrio degli ecosistemi fluviali e la difesa delle falde, per finire al risparmio e all’uso efficiente della risorsa, la riparazione delle perdite nelle condotte, la raccolta delle acque piovane. Come già visto a settembre, gli incendi aumentano anche i rischi legati alle alluvioni: la minore copertura forestale, infatti, abbrevia il tempo che la pioggia impiega a giungere ai fiumi; questo, sommato all’aridità, alla conseguente impermeabilizzazione dei terreni e alle forti precipitazioni concentrate (flash floods) connesse anch’esse al cambiamento climatico, aumenta i rischi di alluvioni».

Il Wwf sottolinea che «Tra la valle dell’Orco e la Valchiusella, a ridosso del Parco Nazionale del Gran Paradiso, sta bruciando un’importantissima area boschiva, un corridoio ecologico per molte specie animali come gli ungulati che stanno fuggendo dalle aree in fiamme. Il Wwf nel 2006 ha individuato 24 aree Prioritarie per la Biodiversità delle Alpi, e tra queste l’area “Alpi Cozie-Gran Paradiso-Queyras-Massif de Pelvoux- Massif de la Vanoise”, a cavallo tra Italia e Francia nella quale rientra la zona che sta andando a fuoco. L’importanza dell’ampia Area Prioritaria per la biodiversità alpina è data, oltre che dalla presenza del Parco Nazionale del Gran Paradiso, anche dal “Parc national des Ecrins” e dal Parc national de la Vanoise” e la Valle dell’Orco e la Valchiusella costituiscono importanti trait d’union tra la montagna e la pianura, ma anche una vitale fascia di cuscinetto con la più antropizzata pianura piemontese. Un incendio di vaste proporzioni che si ripete spesso nel tempo è uno degli eventi più devastanti per la biodiversità e agisce come fattore determinante sugli ecosistemi già sottoposti a forti stress ambientali come la siccità, l’urbanizzazione, l’erosione del suolo».

Per gli ambientalisti è l’intero ecosistema ad essere a rischio: «L’estate degli incendi insieme a questo autunno di fuoco dimostrano che è sempre più urgente un controllo capillare del territorio con l’aggiornamento immediato del catasto degli incendi, previsto dalla legge quadro in materia di prevenzione e lotta agli incendi boschivi n. 353/2000. È ovvio che la priorità deve essere quella di mettere al sicuro i centri abitati e di salvare le vita di chi è in pericolo ma non possiamo non pensare alla strage di animali che si sta compiendo in queste ore. È stato calcolato che un incendio distruttivo in un ettaro può causare la morte di 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti. Ed effetti indiretti, anch’essi causa di aumento della mortalità, come gli spostamenti della fauna superstite verso altre aree, con conseguenti fenomeni di sovraffollamento, di sfruttamento intensivo delle risorse   e di una accentuazione della competizione alimentare e per gli spazi. Per questa ragione è necessario che si proceda con la sospensione della caccia quale misura indispensabile – come certificato dagli studi dell’Ispra – per dar modo alla fauna selvatica già sottoposta allo stress del caldo e della siccità estiva prima e degli incendi poi di non dover fare i conti anche con le doppiette».