Inquinamento acque sotterranee: i nitriti e i valori soglia

[23 giugno 2014]

Per una maggiore protezione delle acque sotterranee gli Stati membri, nel determinare i valori soglia, devono tener di conto anche dei nitriti. Lo stabilisce l’Ue con una nuova direttiva – pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale europea di sabato 21 giugno – che va a modificare quella del 2006 sulla protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento.

La direttiva del 2006 istituisce misure specifiche per prevenire il deterioramento dello stato di tutti i corpi idrici sotterranei. Tali misure comprendono in particolare i criteri per valutare il buono stato chimico delle acque sotterranee, i criteri per individuare e invertire le tendenze significative e durature all’aumento dell’inquinamento e per determinare i punti di partenza per le inversioni di tendenza.

Ai fini della valutazione dello stato chimico di un corpo o gruppo di corpi idrici sotterranei gli Stati membri devono utilizzare due criteri:

le norme di qualità delle acque sotterranee – ossia la concentrazione di un determinato inquinante, gruppo di inquinanti o indicatore di inquinamento che non dovrebbe essere superata al fine di proteggere la salute umana e l’ambiente – e i valori soglia. Quest’ultimi devono essere stabiliti dagli Stati membri per gli inquinanti, i gruppi di inquinanti e gli indicatori di inquinamento che, all’interno del territorio di uno Stato membro, sono stati individuati come fattori che contribuiscono alla caratterizzazione di corpi o gruppi di corpi idrici sotterranei come a rischio.

I valori soglia per il buono stato chimico si basano sulla protezione del corpo idrico sotterraneo, nel rispetto di quanto stabilito dalla direttiva (in particolare dell’Allegato II, Parte A, punti 1, 2 e 3) avendo particolare riguardo all’impatto e al rapporto del corpo idrico per quanto concerne le acque superficiali associate e gli ecosistemi terrestri e acquatici connessi, e tra l’altro, prendendo in considerazione le conoscenze acquisite in tema di tossicologia e eco-tossicologia umane.

Si sa, infatti, che la presenza di azoto e fosforo nelle acque sotterranee può condurre a un’eutrofizzazione delle acque superficiali connesse e degli ecosistemi terrestri che ne dipendono direttamente. Il tenore totale di azoto e di fosforo in quanto tali o sotto forma di fosfati oltre che dai nitrati e dall’ammonio è determinato anche dai nitriti. Ecco perché nello stabilire i valori soglia gli Stati membri ne devono tener di conto.

Permane, comunque, la necessità di ottenere nuove informazioni e di adottare eventuali provvedimenti in merito ad altre sostanze che rappresentano un potenziale rischio. Perciò, l’Ue elabora un elenco di controllo per gli inquinanti delle acque sotterranee al fine di aumentare la disponibilità di dati di monitoraggio sulle sostanze che presentano un rischio reale o potenziale per i corpi idrici sotterranei.

In questo modo è possibile agevolare l’identificazione delle sostanze, compresi gli inquinanti emergenti, per i quali si dovrebbero fissare norme di qualità per le acque sotterranee o valori soglia.

Così come emerge la necessità di chiarire e integrare le disposizioni relative alle informazioni da fornire al fine di garantire la trasparenza di tale valutazione. Le informazioni che gli Stati membri hanno fornito sugli inquinanti e gli indicatori per i quali sono stati stabiliti valori soglia – in particolare per quanto riguarda le metodologie in materia di valutazione dello stato chimico delle acque sotterranee – si sono rivelati insufficienti, tanto che per i primi piani di gestione dei bacini idrografici non è stato possibile giungere a una comprensione e a un confronto adeguato dei risultati. Del resto le informazioni dovrebbero agevolare il confronto dei risultati della valutazione sullo stato chimico in tutti gli Stati membri e contribuire a una potenziale futura armonizzazione delle metodologie volte a stabilire valori soglia per le acque sotterranee.