La pioggia di gennaio e febbraio scongiura il rischio siccità in Toscana

Gli invasi di, Bilancino e Montedoglio, hanno recuperato le loro riserve

[29 febbraio 2016]

pioggia ombrello

A inizio gennaio Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana, era ancora preoccupato: «Queste piogge e soprattutto la neve rimettono la stagione sul binario giusto dopo un autunno decisamente anomalo con temperature fuori dalla norma ma non ci allontanano ancora dagli effetti della siccità. Ha piovuto ancora molto poco rispetto a quello di cui il terreno ha bisogno in questa fase. Il livello di laghi e torrenti è molto basso: neve e pioggia di questi mesi servono a rifornire gli invasi dell’acqua di cui avremo bisogno durante l’estate». Ma la temuta emergenza idrica sembra superata, almeno a leggere  i dati emersi della riunione per fare il punto sulla situazione dell’approvvigionamento idrico in  Toscana e alla quale hanno partecipato anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il direttore dell’Autorità idrica toscana Alessandro Mazzei e il direttore del Lamma Bernardo Gozzini. Secondo la Regione, «La pioggia caduta in questi ultimi due mesi, più del doppio della media stagionale, ha compensato la forte scarsità di precipitazioni di novembre e di dicembre. E’ quindi scongiurato, almeno per ora il rischio di una siccità estiva».

L’Autorità idrica ha presentato a Rossi un modello operativo per far fronte a eventuali crisi idropotabili, modello che prevede continue azioni di monitoraggio per prevenire situazioni di difficoltà o affrontarle tempestivamente e il presidente della regione ha sottolineato: «Ho voluto accertarmi della situazione in atto e farmi indicare con più precisione quali siano attualmente le aree di criticità del nostro sistema idropotabile in maniera da valutare una strategia di intervento basata su precise priorità. Naturalmente volevo anche capire quale fosse la situazione alla luce di questo inverno fortemente anomalo: per fortuna i dati, almeno delle precipitazioni, sono confortanti. I tecnici mi hanno anche spiegato che gli invasi più importanti della regione, Bilancino e Montedoglio, hanno recuperato le loro riserve. Ma l’attenzione resta massima: nella stagione estiva le risorse idriche sono naturalmente, fondamentali, per chi vive in Toscana, ma in quel periodo lo sono anche per i tanti turisti che ospitiamo. E’ fondamentale non abbassare la guardia».

I tecnici del Lamma hanno mostrato come, in meno di due mesi, l’indice della piovosità si sia finalmente riequilibrato: «Se a novembre e dicembre 2015 si erano registrati deficit medi di pioggia di 80 e 90%, a gennaio sono caduti mediamente nelle città capoluogo quasi il doppio (+90%) dei millimetri di pioggia che cadono usualmente e, in questo mese (i dati sono aggiornati sino al 21) si è addirittura arrivati a più del doppio (+110%). Viste le previsioni di pioggia per i prossimi giorni, il dato è destinato a crescere ancora. Questo surplus di precipitazioni, così protratto nel tempo, ha controbilanciato il deficit di pioggia accumulato nei mesi scorsi su quasi tutti i capoluoghi regionali: l’unica città nella quale sin qui è piovuto molto meno della norma in questo periodo è Grosseto (-34%), lievemente al di sotto anche Livorno (-11), ma per tutte le altre città le medie assecondano quelle normali (la media riguarda il periodo 1981-2010): Firenze (-2%), Siena (-1), Pisa (+2), Prato (+4), Massa Carrara (+9) Arezzo (+11), Pistoia (+16) e Lucca (+21)».