La Toscana senza pioggia: precipitazioni dimezzate rispetto alla media degli ultimi 30 anni

Eppure la dispersione reale della rete idrica a Grosseto arrivata al 56%

[9 agosto 2017]

I dati forniti dal Cnr negli ultimi giorni hanno dato la conferma finale: in «nessun altro luogo d’Europa le condizioni di umidità del suolo attuali sono così secche come in Italia centrale», e in particolare nella Toscana del sud «la situazione attuale si distingue per la sua intensità e persistenza». Legambiente, che proprio in questa fetta di territorio sta celebrando la sua XXIX manifestazione nazionale – Festambiente, a Rispescia (GR) –, conferma: in Toscana si registra ben 50% in meno di precipitazioni rispetto alla media 1986-2016.

«Scatta l’emergenza siccità in Toscana con conseguente razionamento dell’acqua e ci si accorge – dichiara Angelo Gentili, coordinatore nazionale di Festambiente – di quanto l’acqua sia un bene prezioso e vitale e di come l’attuale modello di gestione della risorsa idrica non sia sostenibile: da quello urbano a quello domestico per arrivare a quello agricolo. Eppure contribuire al risparmio idrico non è una sfida impossibile, ma una scommessa che si può vincere attraverso un impegno comune coinvolgendo le città, il mondo agricolo e i cittadini che possono fare davvero al differenza».

La Regione, che ha dichiarato lo stato di emergenza per carenza idrica ormai da metà giugno, ha lanciato un piano straordinario di interventi (qui e qui), e al dibattito sul cosa fare hanno argomentato in profondità anche Coldiretti (con il settore dell’agricoltura ha rappresentare la fetta più ampia dei consumi idrici in tutta Italia), Consorzi di bonifica e Cispel. Ma l’emergenza per ora resta, in attesa della pioggia.

Alla mancanza di precipitazioni si aggiungono però, ricordano da Legambiente, dati preoccupanti sulla dispersione della rete idrica, come nel caso di Grosseto dove ogni cittadino consuma in media 132 litri al giorno con il 56 % di perdite idriche reali, la peggiore tra le città capoluoghi della Toscana. «Davanti a queste cifre – commenta Gentili – c’è la necessita di incentivare una corretta e sostenibile gestione della risorsa idrica, che da una parte riduca la domanda e i consumi e dall’altra incrementi l’efficienza degli usi, per evitare, anche in risposta ai mutamenti climatici in atto, fenomeni di crisi per la regione. Oggi la sfida della gestione sostenibile della risorsa idrica si può vincere solo con un’attenta ed efficiente pianificazione di interventi, con politiche serie ed efficaci di adattamento al clima, di risparmio e tutela dell’acqua, che è una risorsa limitata, affrontando al tempo stesso quei nodi irrisolti. Tra le questioni da affrontare ci sono prima di tutto l’inefficienza delle reti di distribuzione, la dispersione idrica, la mancanza di piani strategici e innovativi per una sua diversa gestione e il fatto che l’acqua in Italia costa troppo poco, negli usi civili come in agricoltura, e anche per questo se ne consuma troppa».

Senza una regia politica che sappia ridurre questi paradossi e spingere sugli investimenti la siccità, sull’onda dei cambiamenti climatici, sarà compagna della Toscana per molti anni ancora. Ma un’alternativa è possibile e praticabile. Da Festambiente, la manifestazione nazionale di Legambiente viene lanciato un piccolo manuale che raccoglie e sintetizza una serie di soluzioni utili per ridurre i consumi idrici urbani, domestici e quelli legati all’agricoltura: consigli che vanno dall’ammodernamento degli acquedotti all’utilizzo di tetti verdi e giardini pensili in città per l’accumulo e il recupero delle acque piovane, dal ripensamento delle tecniche irrigue sia in agricoltura sia nelle aree verdi urbane al recupero e riutilizzo delle acque grigie (quelle che provengono da lavabi e docce) depurate. E poi condomini 2.0, edilizia sostenibile e regolamenti edilizi che puntano sempre di più al risparmio idrico, senza dimenticare una buona dose di buon senso quotidiano, fatto di scelte semplici ed efficaci come l’utilizzare ad esempio riduttori di flusso applicabili facilmente ai rubinetti, scegliendo elettrodomestici a basso consumo idrico, e optando per uno stile di vita attento all’ambiente e sempre più sostenibile che passi anche dalla tavola e dalla dieta mediterranea.

L. A.