Anche dagli enti locali dubbi sul progetto A2A nel Parco nazionale della Sila

Laghi della Sila, si allarga il fronte anti-svuotamento

[10 settembre 2013]

Dopo il comunicato di ieri con il quale A2A ha risposto a Legambiente Calabria, la polemica sulla richiesta dell’azienda energetica di svuotare due bacini idroelettrici nel Parco Nazionale della Sila non solo non si placa, ma vede aggiungersi nuovi protagonisti ed anche le Province di Cosenza e Crotone, ed i Comuni di Cotronei, Aprigliano e Pedace hanno espresso pubblicamente la loro contrarietà al progetto.

Al convegno organizzato dal sindaco di Cotronei il  7 settembre, al quale hanno partecipato quasi tutte le istituzioni interessate, ad eccezione del comune di San Giovanni in Fiore, «Il cui sindaco Barile è noto per le sue disattenzioni alla tutela del territorio e molto incline a soddisfare gli interessi dei poteri forti – dice Legambiente Calabria – e l’Ente Parco nazionale della Sila che speriamo sia in pausa di riflessione e stia rimeditando  il parere positivo già espresso», sono emerse le preoccupazioni sulle conseguenze negative sull’ambiente e sull’economia locale che avrebbe il progetto proposto da A2A. Tutti gli intervenuti, a cominciare dal’assessore regionale all’ambiente Franco Pugliano, presente all’incontro a titolo personale e senza voler anticipare il parere che il suo assessorato dovrà esprimere con la Valutazione d’incidenza, si è detto perplesso perché la proposta di A2A, per questioni di sostenibilità economica, non prende in considerazione modalità alternative alla fluitazione..

Secondo Legambiente, «Il risultato di queste importanti dichiarazioni di quasi tutti i rappresentanti degli enti locali interessati, è il frutto degli approfondimenti che questi amministratori hanno effettuato dopo l’allarme che hanno suscitato le nostre denunce sui rischi che lo svuotamento del lago e la fluitazione degli oltre 6 milioni di m3 di sedimenti comporta sulla biodiversità e il paesaggio silano».

Per gli ambientalisti, la risposta data  ieri da A2A non chiarisce nulla sulle  intenzioni proposta di svuotare i laghi silani e sulla modalità di attuazione del progetto di gestione dell’invaso dell’Arvo che continua a suscitare dubbi e perplessità: «Crediamo sia questa la risposta migliore che si può dare ad A2A che sembra non comprendere fino in fondo che occorre coinvolgere tutti gli attori del territorio, istituzionali e non, in un percorso decisionale vero e concreto che porti a stabilire la modalità più opportuna per garantire lo sviluppo delle sue attività energetiche e la tutela degli ambienti naturali in cui queste insistono. Precisiamo, infine, che non risponde a verità l’affermazione di A2A secondo cui abbiamo disertato l’incontro che la società ha indetto con le associazioni ambientaliste visto che avevamo preventivamente informato l’azienda che non saremmo stati presenti. Nel ribadire che siamo disponibili ad un confronto con le modalità che stabiliremo di comune accordo, rassicuriamo l’azienda che, nonostante il rammarico della loro assenza alla nostra conferenza stampa sebbene invitati, non mancheranno altre occasioni e sedi per approfondire e valutare i diversi punti di vista».