Il lago di Bracciano potrebbe scomparire per dissetare Roma. Interrogazione M5S a Bruxelles (VIDEO)

L’uso delle sue acque, da emergenziale è diventato ordinario

[5 giugno 2017]

Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle Dario Tamburrano, Laura Agea ed Eleonora Evi hanno presentato un’interrogazione s nella quale denunciano che « Il lago di Bracciano, nel Lazio, fa parte della rete di aree protette Natura 2000. E’ soggetto a captazione d’acqua (ora 1500 litri al secondo) per il fabbisogno di Roma e Comuni limitrofi. Il gestore della rete idrica, Aca, annuncia che si prospetta inevitabilmente l’aumento della captazione (raddoppierà, secondo fonti giornalistiche) per la crisi idrica di Roma, ma i sindaci dei Comuni lacustri chiedono di fronteggiare l’emergenza idrica del lago».

I tre eurodeputati pentastellati  ricordano che «il livello scende di due centimetri al giorno;  è 1,40 metri sotto lo zero idrometrico, con ripercussioni sull’ecosistema. Secondo il CNR, l’oscillazione tollerabile è di 1,50 metri, oltre il quale l’ecosistema rischia seriamente il collasso. Le attività antropiche, fra cui il turismo estivo, aumentano il carico d’azoto; l’abbassamento delle acque comporta la sparizione della striscia in cui avviene il fenomeno della denitrificazione, con conseguente eutrofizzazione».

Per questo i tre rappresentanti M5S del Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta chiedono alla Commissione europea se « ritiene che l’Italia  abbia adottato le opportune misure per evitare il degrado degli habitat naturali; abbia attuato le misure necessarie per impedire il deterioramento dello stato del corpo idrico. In caso affermativo, preghiamo la Commissione di giustificare questa risposta; in caso contrario, la preghiamo di indicare quali azioni intende intraprendere, e quando, per sanare la situazione».

Tamburrano dice che se il livello del lago calerà  ancora 10 centimetri sarà il collasso e denuncia: «Non c’entra solo la siccità degli ultimi mesi. In base ad una convenzione datata 1990 con la multiutility ACEA, il lago costituisce una riserva idrica per Roma. Significa che è acqua da usare in caso di emergenza: lungi da adottare una programmazione tale da scongiurare tale rischio, in questi 27 anni l’ACEA ha trasformato in fatto ordinario l’uso del lago di Bracciano per dissetare la capitale. Ora la captazione è pari a 1.500 litri al secondo e si avvia al raddoppio per risolvere la penuria idrica di Roma: i sindaci dei comuni che si affacciano sul lago sono sul piede di guerra e chiedono di risolvere la crisi idrica del lago che, se non si interviene, con l’estate potrà solo peggiorare. L’arrivo dei turisti infatti verrà ad aggiungersi alle attività umane, tra le quali quelle turistiche, che gravano sullo specchio d’acqua».

L’eurodeputato ricorda che lo studio “Epilithon δ15N signatures indicate the origins of nitrogen loading and its seasonal dynamics in a volcanic Lake”, appena pubblicato su Ecological Indicators da un team di ricercatori italiani «Mette in evidenza come agricoltura, turismo ed altre attività provochino immissione di azoto nel lago» di BRacciano.

Uno degli autori, Loreto Rossi dell’università La Sapienza di Roma, spiega in un’intervista a Tiscali News:  “Perchè in un’ecosistema complesso come quello del lago esistono equilibri delicatissimi: basta poco per alterarli e per far saltare le percentuali ottimali dei carichi di azoto. Lo studio evidenzia come l’intensificazione dell’uso e dell’urbanizzazione dei terreni agricoli aumenta i carichi nutrizionali negli ecosistemi acquatici. Con l’abbassamento del livello dell’acqua l’incidenza del fattore antropico non piò che accentuarsi determinando un incremento dell’inquinamento» e aggiunge: Il primo effetto transitorio è apparentemente positivo, perchè l’abbassamento delle acque determina l’aumento di superficie utile per lo sfruttamento turistico.  Però si va a perdere una striscia di 10 o 20 metri, lungo tutto il perimetro del lago, che è fondamentale perchè in quella striscia si realizza il fenomeno della denitrificazione. La denitrificazione è un fenomeno per cui i sali ammoniacali vengono trasformati in diverse forme azotate fino a riportarle ad azoto atmosferico. Faccio un esempio: se muore un pesce, la sua decomposizione non incide minimamente nella qualità delle acque perchè i meccanismi di trasformazione sono molto efficienti e le proteine di cui è composto vengono rapidamente convertite in azoto atmosferico. Nell’acqua dunque non resteranno sali azotati nocivi. Ora questo meccanismo rischia di andare rapidamente in crisi. Il risultato è che ai primi caldi, il lago andrà incontro, inesorabilmente ad un fenomeno di eutrofizzazione. Ne aprofitteranno alcuni organismi, anzitutto le alghe, che inizieranno a crescere senza controllo, causando perdita di ossigeno in atmosfera, per la ridotta solubilità del gas in acqua ad alta temperatura, e fenomeni di putrefazione. Mantenere una denitrificazione efficiente è fondamentale non solo dal punto di vista ambientale. I suoi vantaggi sono misurabili anche economicamente, perché garantiscono la potabilità dell’acqua senza bisogno di trattamenti preventivi di purificazione se non quello di igienizzazione col classico cloro».

Tamburrano conclude: «Non possiamo permetterci di far morire di sete il lago di Bracciano. E’ un tesoro naturale e una riserva d’acqua che va preservata affinché anche i posteri – e non solo noi – possano farne un uso saggio. L’Italia ha dei doveri in questo senso nei confronti dell’Unione Europea: discendono dalla direttiva habitat e dalla direttiva quadro sulle acque».

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