Laguna di Orbetello, migliora la situazione

Azzeccata la scelta di aprire il canale di Fibbia al flusso delle acque lagunari in uscita

[23 luglio 2015]

Laguna di Orbetello

Secondo Emerge gli ultimi monitoraggi e lla relazione presentata dal biologo Mauro Lenzi, attualmente nel comitato scientifico della laguna, «Sta migliorando lo stato della laguna di Orbetello e funzionano gli interventi a suo tempo programmati».

Nella relazione inviata al presidente del comitato scientifico della laguna Edo Bernini, si legge che «Dopo aver aperto il canale di Fibbia al flusso delle acque lagunari in uscita, la situazione si è stabilizzata nel bacino di Levante: le aree in stato di qualità accettabile, compatibilmente con le temperature di queste settimane, si stanno allargando da Ansedonia verso le aree centrali, per oltre 350 ettari. Nello stesso tempo, si sta intervenendo con i battelli nel bacino di Ponente della laguna, dove stanno penetrando acque anossiche coinvolgendo un centinaio di ettari, per bloccare sul nascere l’attività del solfato riducente».

Il monitoraggio dell’Aerpat ha confermato che «Tutte le altre masse d’acqua di Ponente sono in ottimo stato ambientale e stanno fuoriuscendo da Fibbia senza compromette la balneazione».

Lenzi nella sua nota spiega che «La scelta fatta di scaricare a Fibbia non presentava alternative, primo perché inizialmente era l’unico modo di evitare una moria di 300 tonnellate di pesci accalcati sotto Ansedonia; secondo, perché le carcasse e i prodotti di decomposizione dei pesci morti in prossimità della diga lato Levante, portate in quelle aree dal vento di maestrale, sarebbero usciti in mare defluendo dalla Feniglia lato laguna verso la foce di Ansedonia».

Gli uffici della Regione sottolineano che «Il metodo seguito finora nel piano di gestione triennale della laguna – che ha previsto di lavorare incessantemente nel bacino di Ponente in cui giacevano 44.000 tonnellate di alghe concentrate in 400 ettari – ha fatto sì di riuscire a bloccare in quella parte ogni criticità. La riprova è che, in una situazione eccezionale come questa, con temperature che arrivano a 34° C, le acque restano trasparenti per la gran parte del bacino e questo anche perché il carico organico dei sedimenti si è ridotto dal 20 al 7 per cento. Allo stesso tempo l’aver agito in maniera tempestiva e coordinata, consentirà fin da subito di mettere in atto gli accorgimenti tecnici volti a garantire le migliori condizioni di balneazione nell’area della Giannella».