L’impegno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per la gestione sostenibile delle risorse idriche dell’Isola di Pianosa

[22 marzo 2017]

Riceviamo e pubblichiamo

 

Nell’ultimo Consiglio Direttivo dell’anno, il Parco si è impegnato con un proprio contributo al proseguimento dell’importante attività di monitoraggio sulla quantità e qualità della risorsa idrica sotterranea dell’Isola di Pianosa, ai fini di un piano di attingimento idrico più sicuro e sostenibile. Lo studio ha come principali attori l’Università di Pisa (Dipartimento Scienze della Terra), con il Prof. Roberto Giannecchini ed il CNR (Istituto di Geoscienze e Georisorse di Pisa),   rappresentato dal Dott. Marco Doveri.

Con l’abolizione delle Province era venuto a mancare l’Ente coordinatore del progetto, che avrebbe rischiato di essere abbandonato. Il Parco si è fatto carico di riattivare i soggetti precedentemente coinvolti e, attraverso un impegno congiunto, è stato possibile proseguire nella ricerca.

Il tema è di importanza assoluta e di estrema attualità, se calato su di un’Isola di limitate dimensioni e con caratteristiche morfologiche che tutti conosciamo. Si tratta di valutare nel dettaglio le caratteristiche idrogeologiche dell’ Isola di Pianosa, analizzare la falda presente sotto il profilo qualitativo e quantitativo, al fine di ricostruire un modello matematico per la gestione sostenibile della risorsa. In passato l’Isola è stata autosufficiente dal punto di vista idrico grazie alla presenza di alcuni pozzi, ma non era mai stato effettuato un monitoraggio per un tempo sufficiente a definire una precisa valutazione delle caratteristiche della falda e delle sue potenzialità.

In estrema sintesi lo studio ha il compito di definire l’evoluzione nel tempo dei quantitativi e delle caratteristiche chimico-fisiche, chimiche e isotopiche delle acque di ricarica e di quelle contenute nell’acquifero, con lo scopo di verificare gli effetti dei trend climatici sulla risorsa idrica dell’Isola.

Inoltre dovranno essere verificate le capacità produttive di un pozzo, attualmente non in uso, e la qualità delle sue acque in condizioni di esercizio, al fine di valutare se detto pozzo può effettivamente rappresentare un’opera strategica a sostegno di un piano di attingimento più sicuro rispetto a quello attuale, basato su un unico punto di prelievo ad uso potabile.

Infine sarà effettuato un approfondimento della problematica relativa ai contenuti anomali in arsenico e boro, allo scopo di comprendere l’origine di questi elementi nelle acque e valutare il rischio di incrementi delle loro concentrazioni, con particolare riferimento alla zona centrale dell’Isola dove insistono i pozzi utilizzabili ad uso idropotabile.

di Alessandro Damiani

Consigliere del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano