Malawi, gravi inondazioni hanno portato via tutto: anche sementi e bestiame

Fao, necessari aiuti urgenti. Più di 170.000 le persone sfollate

[28 gennaio 2015]

Gli agricoltori del sud del Malawi necessitano urgentemente di sementi e di capi di bestiame dopo le intense inondazioni che hanno distrutto campi e case, trascinandosi via gli animali e colture, ponendo una seria minaccia alla sicurezza alimentare locale. Più di 170.000 persone hanno dovuto abbandonare le proprie case. Finora il numero dei morti confermati è 79, ma nel solo distretto di Nsanje 153 persone risultano ancora disperse. Si stima che circa 116.000 famiglie abbiano perso i raccolti e il bestiame.

Il Malawi è regolarmente colpito da siccità e inondazioni. Ma le forti piogge che hanno provocato così tanta devastazione sono arrivate prima del solito – facendo straripare ripetutamente i fiumi Shire e Ruo – e il loro impatto è stato molto più ampio.  Rimane alto l’allarme di possibili nuove inondazioni, per le previsioni di piogge da moderate a forti nelle regioni settentrionali del Paese. Si stima che più di 63.000 ettari di terra siano sommerse dalle acque, di cui 35.000 ettari di terreni coltivati, e lo stato di emergenza è stato dichiarato per 15 dei 28 distretti del Malawi. I distretti più colpiti sono Chikwawa, Nsanje e Phalombe. Un numero imprecisato di capre e di polli sono morti laddove le acque sono aumentate con velocità inaspettata, ponendo il rischio di possibili epidemie animali.

Il piano di risposta del governo prevede un budget di 16 milioni di dollari per intervenire nel settore rurale e mettere gli agricoltori colpiti nelle condizioni di tornare a produrre in questa stagione. In alcune zone, le colture potrebbero essere pronte già nel mese di giugno, e questo mitigherebbe la necessità di fare affidamento su interventi umanitari di lungo termine.

La FAO lavora a stretto contatto con il governo del Malawi per fornire varietà a ciclo breve di mais, riso, patate dolci, fagioli, sementi di ortaggi e talee di manioca da piantare non appena possibile. Allo stesso tempo, le famiglie hanno bisogno di nuovi capi di bestiame al fine di garantire l’assunzione di proteine animali, ed occorre ripristinare al più presto gli impianti d’irrigazione, prima della stagione secca, per garantire la produzione alimentare.

«La mancanza di una risposta immediata avrà conseguenze durature -, ha detto Florence Rolle, Rappresentante della FAO in Malawi – Le famiglie colpite dall’alluvione rischiano di raccogliere nulla o molto poco quest’anno, lasciando loro insicurezza alimentare fin dall’inizio della stagione agricola e minando molti dei progressi compiuti dal paese nella riduzione dell’insicurezza alimentare».

Circa l’86% della popolazione del Malawi vive in zone rurali ed è dedita all’agricoltura e all’allevamento del bestiame. I rendimenti medi della produzione agricola del paese sono stati per decenni la metà di quelli registrati nell’intera Africa australe nel suo complesso.
Nel 2014 il paese aveva registrato un raccolto di mais record e la produzione complessiva di cereali era aumentata dell’8% con conseguente calo dei prezzi delle derrate di base e dimezzamento del numero delle persone con insicurezza alimentare. Ma il raccolto dello scorso anno era stato invece scarso nei distretti più colpiti oggi dalle inondazioni, facendo scattare l’allarme per la sicurezza alimentare locale e, nel mese di ottobre 2014, facendo aggiungere il Malawi alla lista dei paesi che necessitano di assistenza alimentare esterna.

I distretti del Malawi sono regolarmente colpiti da inondazioni e siccità, e ogni anno richiedono interventi di emergenza di varia entità. La frequenza e portata dei disastri ricorrenti sono aggravate dalla deforestazione, dalla pressione demografica e dalla povertà diffusa. E’ necessario costruire con urgenza infrastrutture per una gestione di lungo termine dei bacini idrografici per far sì che anche possibili intense inondazioni future arrechino meno danni di quelle di quest’anno. In Malawi la FAO ha lavorato a stretto contatto con il governo e con altri partner per costruire mezzi di sussistenza più solidi e ridurre l’esposizione a rischi come inondazioni e periodi di siccità.

Lo scorso anno la FAO, insieme all’UNDP, all’UNICEF e al PAM, ha avviato programma che integra educazione alimentare, buone pratiche agricole dal punto di vista del clima, programmi di risparmio e di prestiti e una riduzione dei rischi di catastrofe nel distretto di Phalombe duramente colpito dalle inondazioni attuali. Questo programma sostiene la strategia ed il programma di protezione sociale del governo del Malawi.

di Fao