Mega-progetti per la depurazione in Campania, la Commissione europea risponde a Legambiente

[6 agosto 2013]

La Direzione generale ambiente della Commissione Europea, in una nota inviata per conto del commissario all’Ambiente, Janez Potočnik, comunica di aver accolto le preoccupazioni di Legambiente Campania riguardanti la realizzazione dei cinque grandi progetti sulla depurazione previsti dalla Regione Campania.

Il Cigno Verde campano dice che «la Commissione continuerà a seguire da vicino l’evoluzione della situazione di inadempimento alla direttiva 91/271/CEE, che ha visto la Corte di giustizia Ue dichiarare la violazione della direttiva, e ha subordinato l’adozione delle decisioni che autorizzano l’uso dei fondi del Programma operativo in Campania al riassetto normativo in materia di servizio idrico integrato con una legge regionale, richiedendo inoltre di specificare per ogni Grande Progetto le modalità con cui verrà gestita la fase transitoria in attesa del pieno riassetto normativo».

Oltre alle criticità del grande progetto “Ripascimento litorale salernitano”, Legambiente Campania ne ravvisa altre che riguardano «grandi progetti  per la depurazione, a valere sui fondi POR Campania FESR 2007-2013 che contemplano l’intero territorio regionale, denominati: “Risanamento ambientale e valorizzazione dei laghi dei Campi Flegrei”, “Risanamento ambientale e valorizzazione dei Regi Lagni”, “La Bandiera Blu del Litorale Domitio”, “Risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali delle aree interne”, “Risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali della Provincia di Salerno”, per investimenti complessivi pari ad oltre 500 milioni di euro».

Alla luce delle suddette evidenze e delle politiche dell’ambiente comunitarie e nazionali, all’associazione appare che «la strategia dei grandi progetti relativi alla depurazione possa non essere adeguata per risolvere la problematica, in quanto avrebbe posto quale obiettivo prioritario la “realizzazione di depuratori piuttosto che la realizzazione della depurazione”».

«Inoltre, anche la scelta degli interventi da realizzare non sembra aver tenuto conto della necessità di proporre progetti idonei e coerenti con la funzionalità dei sistemi depurativi, tanto da paventare la riproposizione di interventi puntuali talora necessari ma non sufficienti, talora addirittura non necessari, non affrontando le questioni inerenti diversi interventi, avviati in passato, a tutt’oggi incompiuti».

Ecco cosa scrive agli ambientalisti  Ion Codescu, Capo unità  della Direzione D – Applicazione, governance e semestre europeo:

Vi ringrazio per la lettera in oggetto (“Tutela dei corpi idrici – Grandi Progetti fondi POR Campania FESR 2007-2013”), indirizzata tra gli altri al Commissario europeo all’Ambiente, Janez Potočnik, che mi ha incaricato di rispondervi.  Ai sensi dell’articolo 17 del Trattato sull’Unione europea, la Commissione ha il compito di vigilare sulla corretta applicazione del diritto dell’UE. La Commissione esercita tale  funzione di controllo anche rispetto alle situazioni denunciate dai singoli cittadini e, ove riconosca, nelle situazioni denunciate, una potenziale violazione del diritto dell’Unione europea, può intervenire presso le autorità degli Stati membri.

Mediante la lettera in oggetto Voi attirate l’attenzione della Commissione europea sul problema dell’inadeguato trattamento delle acque reflue in Campania, nonché sul fatto che, a Vostro avviso, i progetti previsti dalla Regione Campania nell’ambito del POR 2007-2013 non sarebbero idonei a garantire una soluzione veramente efficiente del problema.

Per quanto riguarda l’inadeguato trattamento delle acque reflue in Campania, Vi informo che la Commissione europea, ritenendo che in numerosi agglomerati italiani il sistema di raccolta e depurazione delle acque reflue non sia conforme alla direttiva 91/271/CEE, ha avviato alcune procedure d’infrazione contro l’Italia. In particolare, nell’ambito della procedura d’infrazione 2004/2034, il 19 luglio 2012 la Corte di giustizia UE, accogliendo il ricorso presentato dalla Commissione, ha dichiarato la violazione della direttiva da parte dell’Italia con riferimento a numerosi agglomerati in varie regioni italiane, tra cui la Campania. Desidero dunque rassicurarvi che la Commissione continua a seguire da vicino l’evoluzione della situazione, avvalendosi di tutte le prerogative attribuitele dai Trattati UE, al fine di ottenere una soluzione strutturale del problema in ottemperanza alla direttiva e alla recente sentenza della Corte UE.

Per quanto riguarda la presunta inadeguatezza dei progetti previsti dalla Regione Campania nell’ambito del POR 2007-2013, mi preme segnalarvi che questo aspetto è stato sempre tenuto in debito conto nell’esame delle richieste di co-finanziamento per la realizzazione degli impianti. In particolare, per garantire una coerente finalizzazione e la piena operatività degli impianti finanziati dai Grandi progetti, la Commissione ha subordinato l’adozione delle decisioni che autorizzano l’uso dei fondi del Programma Operativo, al riassetto normativo in materia di Servizio Idrico Integrato, e questo per superare l’attuale situazione d’incertezza nella gestione degli impianti da Voi lamentata.

La Regione si è ufficialmente impegnata a presentare in tempi brevi un disegno di legge che determinerà la ricostituzione degli ATO a cui dovranno far capo le responsabilità della gestione unitaria del ciclo integrato delle acque. Inoltre, la Commissione ha richiesto di specificare per ogni Grande progetto le modalità con cui verrà gestita la fase transitoria in attesa del pieno riassetto normativo richiamato in precedenza, e questo per assicurare la piena funzionalità degli interventi finanziati dall’Unione europea e la gestione coordinata degli stessi. Desidero dunque rassicurarvi che la Commissione verifica da vicino il rispetto degli impegni presi dalle competenti Autorità regionali.