Dopo il “piccolo Vajont” di Refrontolo

Meteo e territorio, geologi: «È giunto il momento di dire le cose fino in fondo»

Graziano: «Piuttosto che occuparsi della riforma del Senato, il Parlamento dovrebbe avere altre priorità»

[5 agosto 2014]

Dai 100 eventi meteo all’anno con danni ingenti registrati fino al 2006 siamo passati al picco di 351 del 2013 e ad oltre 100 nei soli primi 20 giorni del 2014. Da ottobre 2013 all’inizio di aprile 2014 sono stati richiesti dalle Regioni 20 Stati di emergenza, con fabbisogni totali per 3,7 miliardi di euro.

Soprattutto, ci sono ancora una volta le perdite umane, per le quali abbiamo sempre espresso cordoglio e il massimo rispetto.

Proprio per loro rispetto le nostre dichiarazioni, per quanto forti, non sono mai state incentrate su questioni che avrebbero potuto far pensare ad dichiarazioni di circostanza o ancora peggio di sciacallaggio. Sempre con immutato rispetto delle vittime, è ora giunto il momento di dire le cose sino in fondo, di segnalare l’immutata mancata attenzione per il territorio e l’incapacità persino di comprendere il concetto di prevenzione.

Se così non fosse, forse piuttosto che occuparsi della riforma del Senato il Parlamento avrebbe dato priorità ad altre norme, dai presidi territoriali all’inserimento del geologo di zona negli organici dei comuni.

Se un esperto avesse potuto valutare lo stato dei nostri corsi d’acqua, ne avrebbe segnalato le ostruzioni come elemento di forte pericolosità.

di Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi