Ormoni artificiali della crescita, l’esposizione in natura è maggiore di quanto si pensasse

La persistenza del TBA nell’ambiente: viene degradato dal sole ma si costituisce la notte

[8 maggio 2015]

Lo studio “Coupled reversion and stream-hyporheic exchange processes increase environmental persistence of trenbolone metabolites,”pubblicato su  Nature Communications da un team ricercatori delle università statunitensi dell’Indiana, Iowa e Washington evidenzia che gli ormoni artificiali della crescita potenzialmente nocivi, utilizzati nella produzione di carni bovine (ma anche nelle palestre per culturisti) in diversi Paesi del mondo, persistono nell’ambiente a concentrazioni più elevate e per periodi più lunghi di quanto si pensasse.

Il principale autore dello studio, Adam Ward, della  Bloomington School of Public and Environmental Affairs dell’Università dell’Indiana, spiega che «Quello che viene rilasciato o nell’ambiente è solo il punto di partenza di una complessa serie di reazioni chimiche che possono verificarsi, a volte con conseguenze non volute. Quando i composti reagiscono in un modo che non prevediamo – quando si convertono tra le specie, quando persistono dopo che pensavamo che fossero spariti – questa sfida il nostro sistema di regolamentazione».

Le simulazioni numeriche effettuate nello studio possono aiutare a prevedere l’impatto potenziale dei processi ambientali sul destino dei contaminanti per comprendere in modo più efficace il potenziale di questi effetti inattesi. Lo studio mostra anche le potenziali debolezze nel sistema di regolamentazione Usa delle sostanze pericolose, che si concentra su singoli composti e spesso non riesce a spiegare le reazioni chimiche, complesse e talvolta sorprendenti, che avvengono nell’ambiente

Lo studio, finanziato dalla National Science Foundation e dal Dipartimento dell’agricoltura Usa,  si concentra sull’acetato di trenbolone, o TBA, una specie di testosterone sintetico molto potente che negli Usa viene utilizzato per far aumentare di peso i bovini da carne. La maggior parte dei bovini da carne Usa viene tratta con il  TBA o uno degli altri 5 ormoni della crescita approvati per l’utilizzo nell’allevamento di animali.  Il TBA ed i suoi sottoprodotti sono contaminanti di emergenti noti come  interferenti endocrini. Nell’ambiente sono in grado di interferire con i processi riproduttivi e comportamentali nei pesci e altre forme di vita acquatica.

Il TBA viene impiantato nelle orecchie di bovini da carne e il bestiame metabolizza il composto producendo 17-alfa-trenbolone, un distruttore endocrino che è chimicamente vicino al TBA. Ma questo metabolita, attraverso il letame o la concimazione dei terreni, raggiunge torrenti e fiumi. Questo composto si scinde rapidamente quando viene esposto alla luce del sole e le autorità di regolamentazione pensavano che questo rapido degrado riducesse notevolmente il rischio ambientale. Ma uno studio realizzato nel 2013 ha scoperto che i prodotti degradati al buio ritornano ad essere 17-alfa-trenbolone, il che significa che, invece di essere distrutto in maniera permanente dalla luce solare il composto continua a persistere in ambienti acquatici, ritornando alla sua forma precedente di notte, per poi finire nelle falde idriche.

Ward ed i suoi colleghi hanno cercato di capire quanto a lungo il trenbolone può persistere nell’ambiente grazie a questa reattività unica e se questo aumenta la sua persistenza negli ecosistemi acquatici. Usando tecniche di modellazione matematica, hanno dimostrato che «Le concentrazioni di metaboliti TBA possono essere di circa il 35% superiori nei corsi d’acqua  di quanto si pensasse. E i composti persistono più a lungo, con conseguente esposizione biologica del 50% maggiore del previsto».

Ward sottolinea che «Questo è un problema, perché anche a concentrazioni molto basse questi potenti perturbatori endocrini hanno dimostrato di avere effetti significativi sulla vita dei corsi d’acqua. Questi composti hanno il potenziale per poter distruggere interi ecosistemi, alterando i cicli riproduttivi in ​​molte specie, tra cui i pesci. Ci aspettiamo impatti che si estendono lungo tutta la catena alimentare acquatica».

Studi dell’US Geological Survey e di altre agenzie Usa hanno trovato interferenti endocrini in molti torrenti, fiumi e laghi e molti composti simili sono stati anche trovati nell’acqua potabile.

Ward spiega ancora che «Mentre il TBA ei suoi metaboliti sono al centro dello studio, questi composti sono rappresentativi di molti altri, il che suggerisce che potrebbe essere il momento di aggiornare gli approcci normativi per includere meglio una vasta gamma di risultati della ricerca moderna. Il nostro focus su singoli composti ha avuto molto successo nel portarci dove siamo arrivati oggi, che è solo una parte dell’acqua pot bile del mondo. Il passo successivo è quello di pensare alle  reazioni inaspettate che si verificano nell’ambiente e come possiamo gestire un  gruppo eterogeneo di prodotti ed il loro potenziale effetto congiunto sull’ambiente e sulla salute umana».

I ricercatori stanno anche esaminando altri composti che possono reagire in modo simile e analizzando le caratteristiche dei corsi d’acqua e dei laghi che poter ebbero favorire la persistenza o l’accumulo degli ormoni,  con conseguente aumento del rischio per gli ecosistemi.