L’incontro con gli attivisti della sinistra argentina contrari all’accordo governo-Chevron

Papa Francesco anti-fracking e per l’acqua pubblica: il pontefice sempre più ambientalista

Gli esponenti del Frente Unen confermano: «Sta preparando un’enciclica sull’ambiente»

[15 novembre 2013]

Papa Francesco ne ha fatta un’altra delle sue: dopo aver incontrato un gruppo di attivisti argentini per discutere dei problemi del fracking nel suo Paese, si è fatto scattare fotografie con in mano t-shirt anti-fracking e per l’acqua pubblica. Sulle magliette esibite dal Papa slogan inequivocabili: “No al Fracking” e “El agua vale + que el oro”. Un chiaro monito al governo peronista della presidente Cristina Elizabeth Fernández de Kirchner, con la quale, come tutti sanno in Argentina, Papa Bergoglio non va molto d’accordo.

La foto del Papa anti-fracking ha fatto subito il giro di Twitter e sta facendo molto scalpore in Argentina. Ma quello che è ancora più sorprendente è che accanto a lui c’è un signore con i capelli bianchi, Fernando ‘Pino’ Solanas, un regista argentino, autore del film “Dirty Oro” contro le mega-multinazionali minerarie, noto per il suo impegno ambientalista, ed eletto in parlamento per il   Frente Unen, una coalizione di sinistra molto forte nella capitale Buenos Aires che riunisce il Movimiento Proyecto Sur di Solanas, il Partido Socialista Auténtico, Buenos Aires para Todos, Libres del Sur, Movimiento Socialista de los Trabajadores  e addirittura il Partido Comunista Revolucionario de la Argentina. All’incontro con Papa francesco hanno partecipato anche Juan Pablo Olsson, del Proyecto Sur Caba, e lo specialista di delitti ambientali Gustavo Gómez.

Solanas è uno dei più decisi oppositori dell’accordo firmato ad agosto tra il governo argentino e Chevron per sviluppare l’industria petrolifera e del gas, che lui chiama «I più grande disastro ambientale in Amazzonia», e che prevede un massiccio ricorso alla  fratturazione idraulica, l’ormai famigerato fracking che non sembra piacere nemmeno a Papa Francesco perché mette a rischio le falde idriche. In Argentina le proteste anti-fracking sono diventate così diffuse e decise che la polizia ha già utilizzato gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro migliaia di manifestanti.

Gli ambientalisti argentini che hanno incontrato il Papa dicono che «La sua preoccupazione era chiara quando abbiamo gli abbiamo riferito dell’affaire Chevron in Argentina e di altre controversie ambientali nella regione».

Che il Papa abbia ricevuto esponenti di una coalizione di sinistra argentina fa già scalpore, ma le sue idee progressiste sulla disuguaglianza sono note, così come il fatto che pensi che la che la Chiesa cattolica sia stata troppo “ossessionata” da questioni come l’aborto, il controllo delle nascite, e il matrimonio gay. Ora in molti si chiedono se l’ambientalismo sarà la prossima tappa del cammino politico/spirituale di Papa Francesco che ha confermato ai compañeros argentini che «Sta preparando una enciclica, una lettera per affrontare una parte della dottrina cattolica, riguardante la natura, gli esseri umani, e l’inquinamento ambientale».

Solanas conferma: «Abbiamo avuto un dialogo intenso e profondo sul danno ambientale che si sta producendo nel nostro Paese e nel mondo. Papa Francesco mi ha rivelato che  sta lavorando ad un’enciclica sull’ambiente. E’ stato un incontro di enorme cordialità, nel quale ho raccontato al Papa l’esperienza dell’Unen per lavorare all’unità nazionale e che da questo deriva la necessità di risolvere i grandi temi internazionali e di lavorare per l’unità latinoamericana, nostra Patria Grande».

Tornando al fracking, il parlamentare progressista argentino ha detto che «Quel che succede è che quello che non si ammette in Europa o negli Stati Uniti si consente nelle regioni periferiche dove esistono governi disposti a chiudere un occhio sui pericoli della contaminazione ambientale – Questo è il tema che esamino nel mio documentario “La guerra del fracking” nel quale denuncio il contratto firmato dal governo argentino con il colosso petrolifero Chevron, ex Standard Oil, per l’esplorazione e lo sfruttamento di gas e petrolio con il sistema del fracking, che consiste nell’iniettare acqua ad altissima pressione per provocare la frattura di uno strato roccioso che imprigiona gas e petrolio, il che causa enormi problemi ecologici».

Dopo averlo spiegato a Papa Francesco, Solanas ha detto ai media argentini che «Questo contratto, del quale niente si è potuto sapere degli aspetti economici o giuridici perché il governo argentino lo considera riservato, è stato firmato con un’impresa che il governo equadoregno, per delitti ambientali, ha multato con 19 miliardi di dollari» (scesi a 9,5 miliardi con la sentenza della Corte suprema di questi giorni, ndr). Solanas ha chiesto alla giustizia argentina di esigere dalla Chevron una “fideiussione”  di 19  miliardi di dollari per i possibili danni ambientali ma le pressioni del governo Kirchnerista hanno fatto svanire questa opportunità.

Il regista di sinistra ha detto di aver infine presentato al Papa anche un’altra questione: «Il problema che dobbiamo affrontare è che il delitto di lesa umanità per crimini ambientali non è codificato, per cui è difficile, se non impossibile, denunciarlo. Tra le principali preoccupazioni di Papa Francesco, insieme alla pace ed all’ambiente, figura quella di impedire che la nostra civiltà corra dietro al denaro senza che le importi delle conseguenze che questo ha per le generazioni future».