Il paradossale novembre 2017 della Toscana, ancora a rischio siccità

«In assenza di precipitazioni significative, i razionamenti potrebbero coinvolgere fino a 52 sistemi idrici in tutta la regione»

[8 novembre 2017]

L’avanzata dei cambiamenti climatici con cui anche la Toscana sta pesantemente facendo i conti ormai da anni, in modo sempre più accentuato, hanno abituato il territorio all’alternanza di periodi di siccità punteggiati dall’arrivo di bombe d’acqua – l’ultima delle quali a Livorno ha provocato otto morti. Un novembre a forte rischio razionamenti idrici costituisce però una novità: eppure a quanto si prospetta se i regimi pluviometrici non torneranno rapidamente alla normalità, o quasi. È quanto afferma la Regione toscana, spiegando che «in generale la previsione, in assenza di precipitazioni significative a novembre, è che i razionamenti potrebbero coinvolgere fino a 52 sistemi idrici in tutta la regione».

In Toscana ci sono circa 900 sistemi acquedottistici, e all’inizio dell’estate circa 1/3 (ovvero 287) sono stati ritenuti critici a vario livello e quindi meritevoli di monitoraggio; tuttavia, in termini di popolazione coinvolta, l’effetto è meno pronunciato perché le criticità non investono capoluoghi e principali centri urbani, che risultano maggiormente interconnessi e strutturati, serviti anche da invasi (Bilancino e Montedoglio) o da grandi adduzioni, quali quelle dell’Amiata (Fiora e Vivo) per il Senese e il Grossetano. È comunque evidente – sottolinea la Regione – l’effetto della crisi idrica legata alle bassissime precipitazioni estive ed, al contempo, al prolungato susseguirsi di giornate con temperature estreme che hanno comportato un aumento di domanda di risorsa anche in presenza di ordinanze di limitazione dei consumi.

La novità è ad autunno inoltrato «la crisi risulta ancora in atto, portando a previsioni di razionamento in molti sistemi acquedottistici toscani». Per ora il razionamento risulta in atto solo nel Comune di Fivizzano (Gaia SpA), ma come già accennato potrebbe finire per riguardare ben 52 sistemi idrici; nel frattempo il riempimento dei serbatoi con autobotte è ancora in atto su 76 sistemi, in lieve aumento rispetto a due settimane fa (69 sistemi).

Guardando ai singoli territori, la Regione spiega che rimane l’attenzione nel territorio di ASA in particolare nella zona dell’alta Val di Cecina (Volterra e Pomarance). Per il territorio di Acquedotto del Fiora le situazioni previste con maggiori criticità in assenza di adeguate precipitazioni rimangono quelle non connesse al sistema dell’Amiata ed in particolare il Chianti senese, Montalcino ed alcune zone dell’entroterra grossetano e del senese (Cetona, Radicofani). Al perdurare della siccità potrebbero entrare in crisi alcuni sistemi interconnessi con il sistema dell’Amiata ma relativamente distanti quali Follonica, Massa Marittima ed alcune zone costiere. Il territorio di Publiacqua ha una situazione in peggioramento con più di una ventina di sistemi con ancora attivo il servizio di autobotti al serbatoio; elementi di futura criticità rimangono a Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle, nonché a San Casciano e Montevarchi. Si conferma la previsione di criticità nel territorio di Acque in alcune zone della Val d’Elsa (Montaione) e dell’alta Valdera. Per quanto riguarda Nuove Acque, sono una trentina i sistemi che hanno necessità di ricarica dei serbatoi con autobotti ma, ad oggi, non sono previsti razionamenti. Per Gaia la situazione è invariata nelle ultime settimane, benché le esigenze in trasporti e in razionamenti del mese di ottobre si siano rivelate non particolarmente critiche, la situazione è da considerarsi non risolta e in evoluzione. Relativamente al territorio lucchese gestito da Geal rimane critico l’acquedotto di Vinchiana: la falda ha infatti raggiunto livelli minimi storici degli ultimi anni e in assenza di precipitazioni, fatti salvi gli interventi in corso, ad oggi sono plausibili razionamenti già nel mese di novembre.

Che fare dunque? Nel DPGR 91/2017 sono stati indicati 39 interventi utili a contenere e/o risolvere l’eventuale mancanza di risorsa idrica: 19 sono conclusi e 10 in corso, una perforazione è sospesa dato che la ricerca di acque sotterranee non ha dato risultati sufficienti (Montebamboli – Massa Marittima). Dei restanti 9 interventi non avviati, 6 sono connessi a progetti approvati in estate, che pertanto sono ancora in fase di aggiudicazione lavori, o in corso di approvazione nelle prossime settimane. Una corsa contro il tempo, sperando che la pioggia torni a cadere – senza distruggere.

L. A.