L’escavazione in galleria non è la soluzione per difendere l’ambiente

Parco Apuane, Putamorsi vuole chiudere alcune cave? CAI: «È il contrario»

Il Club Alpino Italiano appoggia il Piano Paesaggistico della Regione Toscana

[19 febbraio 2014]

Per il Presidente del Parco Putamorsi si tratta di “principi astratti”, per il Club Alpino Italiano toscano, il Piano Paesaggistico interviene finalmente, dopo anni, su una situazione non più sostenibile: quella di un Parco Regionale che ha fatto della attività estrattiva il proprio cavallo di battaglia invocando paradossalmente il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali, ma ignorando completamente la realizzazione di un equilibrato rapporto tra attività economiche ed ecosistemi e la prioritaria finalità di tutela dei valori naturalistici paesaggistici ed ambientali.

Il Club Alpino Italiano plaude la Regione Toscana per la proposta di una “politica di progressiva riduzione delle attività estrattive a favore di funzioni coerenti con i valori e le potenzialità del sistema territoriale apuano” così come previsto dalla Disciplina del Piano, attraverso l’impegno alla realizzazione di un Progetto integrato di sviluppo alternativo alla cultura della escavazione lapidea.

E se è questione semplicemente di “danneggiare il paesaggio” così come affermato dal Presidente Putamorsi allora si ricorre massicciamente alla escavazione in galleria, quasi a significare “occhio non vede, cuore non duole”.  Le prime direttive dell’Ente Parco per la realizzazione del Piano stralcio per le attività estrattive approvate dal Parco lo scorso settembre con l’unico voto contrario della rappresentante delle associazioni di tutela ambientale, Riccarda Bezzi, prevedono infatti un forte ricorso all’escavazione in galleria, senza peraltro alcun supporto scientifico in relazione, ad esempio, all’impatto con la risorsa acqua.

Il Presidente Putamorsi afferma di voler chiudere alcune cave, come ad esempio la Paduello Biagi, ma ad oggi le azioni concrete dell’Ente sono in direzione contraria: possibilità di ampliare il numero di zone contigue di cava; firma di protocolli per acconsentire la prosecuzione e la riapertura di attività estrattiva.

E’ il momento allora per cambiare politica e priorità per la tutela e lo sviluppo di un ecosistema unico in Toscana. E se il Parco non è riuscito fino ad ora a farsi garante di questa politica meno male che ci ha pensato la Regione Toscana!

Il Club Alpino Italiano si unisce alla richiesta già formulata da Legambiente e chiede alla Regione, all’Assessore Marson ed al Consiglio regionale di mantenere i dispositivi di tutela del Paesaggio e dei delicati ambienti acquatici ed ipogei delle Alpi Apuane.

di Gruppo Regionale CAI Toscana – Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano