Per l’ambiente non bastano neppure le alluvioni

[28 ottobre 2014]

I recenti disastri tra smottamenti e alluvioni evidentemente non sono bastati a far cambiare verso alle politiche ambientali. Non lo cambia certo Lo sblocca  Italia tanto è vero si sta  cercando tra non poche difficoltà di disinnescarne gli effetti peggiori perché non risulti come è stato detto il Rottama Italia.

Dinanzi agli ultimi eventi che hanno provocato forti reazioni di protesta  più che comprensibili per qualcuno sembra che le colpe siano soprattutto  della burocrazia o delle  leggi inadeguate tanto che se ne chiedono di nuove. Ma noi di leggi ne abbiamo fin troppe e spesso pure buone che però  a cominciare proprio da quella sul suolo e i bacini idrografici è stata  spesso e ostinatamente inattuata e ignorata. Il ministro Galletti al Senato ha rivolto un appello ai sindaci a non concedere licenze per costruzioni sugli argini etc. Ma questo divieto sta scritto da alcuni decenni nella legge 183 i cui piani di bacino avrebbero dovuto e dovrebbero appunto garantire una gestione di tutela dei fiumi e dei territori connessi.  Si dice anche che sono troppe le istituzioni chiamate a decidere perciò sono fatali e inevitabili la confusione e i rinvii paralizzanti.

Ma una gestione non frammentata e conflittuale non dipende soprattutto dalle norme ma dalla determinazione e consapevolezza delle istituzioni tutte – dal centro alle periferia- che spesso invece si ignorano o peggio confliggono; vedi i crescenti ricorsi alla Corte costituzionale e ai Tar. Che poi la burocrazia abbia potuto rallentare progetti e interventi è fuori discussione. Ma non lo è neppure il fatto che tutto questo non ha bloccato certo gli interventi che hanno contribuito a far piovere di più sul bagnato.

Se la segretaria del bacino dell’Arno dice  che una serie di interventi sono bloccati da tempo non solo per scarse risorse ma anche per varie opposizioni perché non le si è rimosse con denunce e iniziative ‘pubbliche’ anziché essere state archiviate.

Idem per i parchi e le aree protette che in  molti territori pregiati e a rischio non solo toscani hanno ruoli importanti che anche il ministro Galletti dice devono fare la sua parte e lui li sostiene ma poi scopri che il ministero se ne infischia che molti di questi parchi nazionali siano senza piani e spesso persino senza Consiglio come all’Arcipelago Toscano. In questo marasma ambientale – alla Leopolda negli oltre 100 tavoli di discussione qualcuno se n’é occupato?- si trova ancora chi scrive che bisogna stare attenti a non ‘imbalsamare’ il territorio con politiche di tutela ambientale. Andrebbero imbalsamati loro.