La psicologia dell’acqua in bottiglia, contro quella del rubinetto

Perché preferiamo la prima, se all'assaggio non avvertiamo differenze?

[15 luglio 2014]

In Italia c’è una vera e propria “passione” per l’acqua in bottiglia, ne beviamo circa 200 litri a testa ogni anno, un consumo che è triplicato in 30 anni (nel 1985 erano appena 65). Eppure l’acqua di rubinetto è sicura, perché viene costantemente controllata dagli enti preposti, è economica, perché può arrivare a costare anche 1000 volte di meno dell’acqua in bottiglia, è rispettosa dell’ambiente, perché per arrivare sulle nostre tavole non ha bisogno di confezionamento, trasporto, smaltimento delle bottiglie di plastica. Ma è anche buona? Certamente!

«Per sfatare miti e luoghi comuni sull’acqua di rubinetto – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente di Legambiente “A. Cederna” – abbiamo organizzato in occasione della “Notte Green” di Fusignano (RA) un banchetto di assaggio dell’acqua, preparando 2 bottiglioni, uno con acqua minerale e l’altro con acqua di rubinetto, e invitando i cittadini ad “assaggiare” l’acqua, cercando di riconoscere le differenze: meno di un terzo delle persone ha indovinato!»

Questo dimostra come, a parte casi particolari dovuti a tubature vecchie o altri problemi, si potrebbe tranquillamente bere l’acqua di casa, risparmiando inoltre spese di trasporto e montagne di bottiglie di plastica che vanno poi smaltite in qualche modo.

«Tra i numerosi cittadini che hanno partecipato al nostro “test” – ha aggiunto Rambelli – molti ci hanno raccontato di far uso abitualmente dell’acqua di rubinetto, altri invece, abituati a bere esclusivamente acqua minerale, sono rimasti molto colpiti “dall’assaggio”. Contiamo quindi, con la nostra iniziativa di sensibilizzazione, di aver dato un contributo ad invertire la tendenza all’uso di acqua in bottiglia».

di Legambiente “A. Cederna”