Quanta acqua c’è nell’Arno? Una valutazione delle risorse idriche

Negli ultimi dieci anni c'è stata una diminuzione degli afflussi del 10%, derivante dalle minori piogge

[20 marzo 2014]

Prima che Dante Alighieri lo immortalasse nella sua Commedia, l’Arno aveva già contribuito a creare la storia della Toscana, e settecento anni dopo il fiumicel che nasce in Falterona ancora aiuta a dissetarne le terre. La speranza è che possa continuare ancora per molto, ma le moderne esigenze impongono un monitoraggio il più possibile preciso sullo stato del fiume: quel che intanto sappiamo è che negli ultimi 10 anni, per un fabbisogno di 350 milioni di metri cubi di acqua prelevata da fonti superficiali, viene registrata una diminuzione degli afflussi, derivante dalle minori piogge, stimabile in circa il 10 per cento.

Una constatazione non rassicurante. Ma per andare oltre è stata lanciato oggi all’Autorità di bacino del fiume Arno a Firenze il 1° workshop del progetto Pawa – Pilot Arno water accounts, un’azione pilota di valutazione del bacino dell’Arno e della gestione delle sue risorse idriche.

Il progetto vede Ispra, capofila del progetto, l’Autorità di bacino e l’organismo internazionale Semide, impegnati in un’azione pilota di valutazione del bilancio idrico per il bacino del fiume Arno. Tale azione si propone di testare e applicare il metodo di contabilità idrica “System of Environmental and Economic Accounting for Water (SEEA-W)”; di utilizzare il bilancio idrico per valutare i possibili impatti derivanti dalla combinazione di differenti misure di gestione della risorsa idrica. Pawa, unico progetto sperimentale in Italia, si è aggiudicato il riconoscimento e il finanziamento della commissione Ambiente dell’Unione Europea per l’applicazione al territorio dell’Arno degli standard di bilancio idrico. L’elemento centrale del progetto è senza dubbio il bilancio idrico che può essere inquadrato come una delle più importati voci del programma di misure del piano di gestione delle acque.

«Con Pawa – afferma Gaia Checcuci, Segretario generale Autorità di Bacino del Fiume Arno – abbiamo l’orgoglio di essere gli unici italiani ad essersi aggiudicati un bando europeo che raccoglie la “call” della Commissione per promuovere azioni di prevenzione dei fenomeni estremi di carenza idrica e siccità tramite la gestione sostenibile in termini qualitativi e quantitativi della risorsa. Grazie ai risultati di questo lavoro metteremo a sistema le informazioni del bilancio idrico per valutare i possibili impatti derivanti dalla combinazione delle misure del piano di gestione che stiamo redigendo. Ricerca, innovazione a supporto delle scelte politiche in termini di gestione della risorsa è il significato di tutto ciò».

«È un progetto che interessa molto al Comune di Firenze per conoscere la quantità di risorsa idrica disponibile nel bacino dell’Arno – ha dichiarato Caterina Biti, Assessore all’ambiente del Comune di Firenze – per questo, è importante che Autorità e Comune continuino a lavorare insieme, come hanno sempre fatto fino a oggi, per avere un quadro preciso del patrimonio idrico esistente al fine di utilizzare la risorsa nel miglior modo nei periodi di siccità».

Per Filippo Vannoni, Presidente di Publiacqua «L’ottenimento dei risultati del progetto Pawa, per noi gestori del servizio idrico, è fondamentale per avere una nuova base dati per i prelievi e per l’erogazione di acqua agli utenti e per affrontare al meglio i periodi di siccità come quelli vissuti tra il 2011 e il 2012».