Acque reflue e depuratori, Bonaccini: basta alibi, abbandonare politica dello struzzo

Reti idriche, di questo passo ci vorranno 250 anni per rifarle. La soluzione è l’economia circolare

Utilitalia: il 12% della popolazione italiana ancora senza depurazione

[23 marzo 2017]

Secondo Utilitalia, la Federazione delle imprese di acqua energia e ambiente, gli obiettivi prioritari del servizio idrico d sono « Lo stato delle reti degli acquedotti, la depurazione e la manutenzione.

Intervenendo alla Conferenza nazionale sulle acque d’Italia, organizzata dalla presidenza del Consiglio attraverso la Struttura di missione “Italiasicura”, il presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti, ha spiegato che «La rete sta invecchiando il 60% delle rete nazionale è stato posato oltre 30 anni fa, il 25% supera anche i 50 anni. Il tasso nazionale di rinnovo è attualmente pari a 3,8 metri di condotte per ogni km di rete: questo significa che di questo ritmo occorrerebbero oltre 250 anni per sostituire l’intera rete. L’acqua è un bene comune e universale, questo si deve conciliare con politiche industriali, anche perché nessuno può essere discriminato sull’accesso a un bene primario. Per avere tariffe più basse possibile, qualità più alta e ridurre gli sprechi servono investimenti. Oggi investiamo meno di 40 euro l’anno per abitante mentre in Europa ci si attesta su 100-120 euro».

Valotti ha sottolineato: «E’ allarmante che più del 12% della popolazione non abbia la depurazione e che i cittadini invece di pagare le opere e i depuratori paghino le multe dell’Europa in bolletta. E’ evidente come bisognerebbe applicare i principi dell’economia circolare anche alle risorse idriche. Cosa che avrebbe effetti virtuosi».

Secondo l’Unione europea, ogni anno in Europa  vengono trattati più di 40 miliardi di m3 di acque reflue ma ne vengono “riusati” soltanto il 2%. Per Utilitalia «Il potenziale di crescita è enorme: l’Europa potrebbe arrivare a utilizzare sei volte il volume di acque trattate oggi. In Italia, che ha uno dei potenziali più alti, si trattano e si riusano ogni anno 233 milioni di metri cubi di acque reflue».

Valotti  è convinto che «La normativa europea sta andando nella direzione di incentivare il riuso delle acque che vengono depurate e la valorizzazione dei fanghi che derivano dalla depurazione bisogna applicare all’acqua gli stessi principi dell’economia circolare che si applicano in altri settori, e riutilizzare così le acque che vengono depurate e valorizzare i fanghi che derivano dalla depurazione».

Il prsidente di Utilitalia ha concluso: «Il Censimento dei migliori progetti degli ultimi tre anni, che abbiamo realizzato da settembre ad oggi su 174 gestori di servizi pubblici dimostra che una buona parte dei progetti di innovazione tecnologica e degli investimenti dei gestori idrici sta andando proprio nella direzione della depurazione, con soluzioni impensabili solo pochi anni fa. Un’ampia panoramica di queste novità sarà oggetto del Festival dell’Acqua a Bari ad ottobre».

Anche per il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, «La depurazione è una vera e propria emergenza e ritengo che la risposta del commissario unico sia giusta, che sia un fatto importante. Va abbandonata la politica dello struzzo,  siamo ai 60 anni dei trattati di Roma, dobbiamo dare un segnale. Penso non ci siano più alibi per non fare, a partire dalle Regioni; oggi ci sono anche le risorse».

Bonaccini ha ricordato che «Il G7 Ambiente, che si terrà nella mia Regione, è una grande occasione per confrontarsi su questo tema e sentire, per esempio, anche solo cosa verranno a dire gli Stati Uniti. Più in generale, sarà una grande occasione per confrontarsi sui temi dell’acqua e della siccità. Un tema importante, che si intreccia con quello degli immigrati e dunque interessa ancora di più “il nostro Paese, così esposto a questi temi. Se c’è quasi metà della popolazione che non ha una sufficiente quantità di acqua, è evidente che questo ha a che fare con la crisi globale, più di governance che di reale risorse a disposizione, e che ha a che fare anche col problema dell’immigrazione e delle guerre, è inutile girarci attorno. Abbiamo bisogno di far giocare all’Europa una partita rilevante, da punto di vista della responsabilità e della presenza politica. Va dato atto che quasi tutte le Regioni italiane, per fortuna, stanno aumentando i progetti di cooperazione internazionale, che toccano anche il tema idrico. Inoltre, la risposta del commissario unico per le acque reflue credo sia giusta. E’ un fatto importante che, in sinergia con le Regioni, può cambiare gli interventi da realizzare nel Paese». Il Presidente della Conferenza delle Regioni ha concluso: «Non ci sono più alibi, a partire dalle Regioni, le risorse ci sono e gli interventi sui provvedimenti gestionali forniscono un’opportunità di semplificazione e di maggiore forza nelle opere da realizzare».