Riscaldamento globale, negli ambienti di alta montagna è più veloce del previsto

La regione dove il fenomeno è più evidente negli ultimi 50 anni è il Tibet

[27 aprile 2015]

Secondo il Mountain Research Initiative Working Group, un team di ricerca che comprende scienziati di Italia, Austria, Canada, Cina, Ecuador, Gran Bretagna, Kazakistan, Pakistan, Svizzera e Usa, «Gli ambienti di alta quota in tutto il mondo si riscaldano molto più velocemente di quanto si pensasse». In uno studio pubblicato su Nature Climate Change i ricercatori sottolineano che «Il riscaldamento dipendente dall’altitudine è un fenomeno poco osservato che richiede urgente attenzione per garantire che potenzialmente importanti cambiamenti negli ambienti di alta montagna siano adeguatamente monitorati da una rete di osservazione globale».

Gli ambienti di alta montagna sono la principale fonte di acqua dolce per un gran numero di persone che vivono ad altitudini più basse, quindi le conseguenze sociali ed economiche di una riscaldamento più forte nelle regioni montane potrebbero essere di grandi dimensioni, i ricercatori aggiungono. «Solo questo richiederebbe di rivolgere grande attenzione alla questione. Inoltre, le montagne forniscono l’habitat per molte specie rare e minacciate al mondo, e la presenza di molti ecosistemi differenti nei dintorni migliora la sensibilità ecologica delle montagne ai cambiamenti ambientali».

Il principale autore dello studio, Nick Pepin dell’università britannica di Portsmouth, sottolinea che «C’è una crescente evidenza che le regioni di alta montagna si stanno riscaldando più velocemente delle quote più basse e che tale riscaldamento può accelerare molti altri cambiamenti ambientali, come lo scioglimento dei ghiacciai e il cambiamento della vegetazione, ma per confermarlo gli scienziati hanno urgentemente bisogno più dati e migliori. Se abbiamo ragione e le montagne si stanno riscaldando più rapidamente di altri ambienti, le conseguenze sociali ed economiche potrebbero essere gravi, e potremmo assistere a cambiamenti più drammatici molto prima di quanto si pensasse».

Raymond Bradley, direttore del Centro di ricerca sui sistemi climatici all’università del Massachusetts – Amherst, aggiunge che «Senza un’informazione sostanzialmente migliore, c’è il rischio di sottovalutare la gravità di una serie di problemi, tra i quali la carenza d’acqua e la possibile estinzione di alcune specie di flora e fauna alpine. Stiamo chiedendo sforzi speciali per fare in modo di estendere le osservazioni scientifiche verso le vette più alte, per capire ciò che sta accadendo in tutte le montagne del mondo. Abbiamo anche bisogno di un forte sforzo per trovare, raccogliere e valutare i dati osservativi che esistono già ovunque sia nel mondo. Questo richiede una collaborazione internazionale».

I ricercatori hanno scoperto che i dati sui modelli meteorologici ad alta quota sono «estremamente scarsi», ci sono pochissime stazioni meteorologiche sopra i 4.500 metri e i dati a lungo termine, essenziali  per i modelli di rilevazione, non esistono  ancora sopra i 5.000 metri in tutto il mondo. Gli autori dello studio dicono le più lunghe osservazioni al di sopra di questa quota sono quelle realizzate sulla  vetta del Kilimangiaro, realizzate per più di un decennio da Douglas Hardy, anche lui dell’ all’università del Massachusetts – Amherst.

La prova più evidente che le regioni di montagna si stanno riscaldando più rapidamente rispetto alle regioni circostanti viene dal Tibet, dove negli ultimi 50 anni le temperature sono aumentate costantemente e il livello di cambiamento sta accelerando.

Per questo studio il team di Pepin hanno analizzato i meccanismi dai quali dipende il riscaldamento in altitudine, come la perdita di neve e ghiaccio, che con il calore latente è aumentata ad altitudini elevate, le sostanze inquinanti e l’aerosol a bassa quota e  che aumentano la differenza nei livelli di riscaldamento tra basse ed alte quote, più altri fattori che aumentano il riscaldamento in altitudine in diverse regioni, e nelle diverse stagioni.

I ricercatori sono convinti che i futuro si debba migliorare la conoscenza dei trend e dei meccanismi delle  temperatura di montagna attraverso osservazioni migliori, telerilevamento satellitare e simulazioni. E fanno notare che «Molti fattori rendono estremamente difficile determinare il tasso di riscaldamento nelle regioni montane».