La denuncia di Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi, nell’isola alle porte delle elezioni

La Sardegna come l’Africa: lago di cianuro nella miniera d’oro abbandonata [VIDEO]

Bonelli: «Anche mercurio e piombo a 200 metri dall’invaso di Sa Forada de S'Acqua»

[4 febbraio 2014]

Quello della Sardegna è un territorio bellissimo, ma anche un esempio delle molte criticità ambientali che ancora oggi sono presenti nella nostra Italia, dal dissesto idrogeologico alle bonifiche mancate. È in quest’ultima categoria che rientra la storia di Furtei, un centro agricolo tra Cagliari e Oristano dove negli anni ’90 una società australiana crea la Sardinia Gold Miners appositamente per cercare ed estrarre oro da quelle colline. Ma il risultato non è dei migliori.

«La storia della miniera di Furtei in Sardegna assomiglia in modo drammatico a quella delle miniere in Africa o Guatemala: si sono presi l’oro e poi sono scappati lasciandosi alle spalle solo il cianuro e l’inquinamento». È di grande impatto, non solo emotivo, il parallelo con cui il co-portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, descrive l’ex miniera di Furtei. Un luogo che, è importante sottolinearlo, si trova a poche centinaia di metri dall’invaso ancora oggi in uso di Sa Forada de S’Acqua.

I Verdi ripercorrono le tappe della miniera, ricordando come la tecnica al tempo utilizzata per cercare oro non era quella convenzionale: «Ingegneri e i tecnici venuti dall’Australia scelgono di sbriciolare il territorio per ottenere (tramite un complesso processo chimico a base di cianuro) i granelli del preziosissimi minerale. Un’opzione carica di effetti collaterali: su tutti quello dell’impiego di quantità massicce di cianuro. Nonostante la produzione di diversi lingotti e l’impegno diretto della Regione Sardegna, la “Sardinia Gold Mining” (questo il nome della società titolare della concessione, controllata dalla canadese Buffalo Gold Itd, partecipata dalla Regione Sardegna e presieduta dal 2001 al 2003 dall’attuale governatore sardo Ugo Cappellacci) viene dichiarata fallita il 5 marzo 2009. Il sogno dell’oro si infrange: in dieci anni di scavi vengono estratte cinque tonnellate d’oro, sei d’argento e quindicimila di rame».

Angelo Bonelli e i Verdi, ora in tour elettorale per una Sardegna che si appresta ad andare alle urne, hanno gioco facile a evidenziare una situazione evidentemente disastrata. «Siamo estremamente preoccupati per il lago di cianuro, mercurio e piombo nella miniera della Sardinia Gold Mining che è a circa 200 metri dall’invaso di Sa Forada de S’Acqua – precisa Bonelli – Nella miniera della Sardinia Gold miners dal 1997 al 2008 sono state estratte 5 tonnellate di oro ottenute utilizzando 50 tonnellate di cianuro e di mercurio che non solo hanno inquinato l’ambiente ma che rappresentano un rischio fortissimo per la salute dei cittadini».

«All’attuale presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, che conosce bene la vicenda visto che è stato presidente dal 2001 al 2003 della ‘Sardinia Gold miners’, chiediamo cos’ha fatto la Regione rispetto a questa bomba ecologica? Quella di Furtei – rincara la dose il co-portavoce dei Verdi – è l’ennesima ‘storiaccia’ d’inquinamento italiano dove i profitti si fanno sulle spalle dei cittadini e dell’ambiente. Chi pagherà, ora, i danni prodotti dall’estrazione visto che la società proprietaria della miniera è fallita? Come al solito per i cittadini oltre al danno anche la beffa».

Videogallery

  • Blitz sul lago di cianuro della miniera abbandonata di Furtei