La Cina preoccupata per fiumi e acqua

Si scioglie il tetto del mondo, ghiacciai del Tibet diminuiti del 15% in 30 anni

«L’altipiano è più sottoposto ad essere colpito dal global warming»

[23 maggio 2014]

L’altipiano del Qinghai-Tibet, dal quale nascono i più grandi fiumi della Cina, negli ultimi 30 anni ha visto sciogliersi rapidamente i suoi ghiacciai. A dirlo è l’Istituto di ricerca sull’altipiano tibetano dell’Accademia delle scienze della Cina, secondo il quale «i ghiacciai dell’altipiano e delle zone dei dintorni sono passati da  53.000 a 45.000 km2 nel corso degli ultimi tre decenni, cioè una perdita del 15%. L’altipiano, alla più alta altitudine nelle regioni a media latitudine, è più sottoposto ad essere colpito dal global warming».

Kang Shichang, che dirige un laboratorio nazionale dell’Istituto di ricerche ambientali e di ingegneria sulle regioni fredde e secche dell’ dell’Accademia delle scienze, ha spiegato all’agenzia Xinhua che «I ghiacciai dell’altopiano avevano cominciato a sciogliersi nel XX secolo e il ritmo si è accresciuto negli anni ‘90. Dei crepacci più grandi e più numerosi sono apparsi nei ghiacciai della regione situati ad un’altitudine superiore ai  6.300 metri sul monte Qomolangma (come chiamano i cinesi l’Everest, ndr), segno dello scioglimento rapido dei ghiacciai».

In Cina ci sono  più di 46.000 ghiacciai e la maggior parte si estendono sull’altopiano del Qinghai-Tibet e all’Accademia delle scienze sottolineano che «rappresentano in indicatore affidabile dei cambiamenti climatici e sono facili da osservare da parte degli scienziati».

Secondo Kang, «lo scioglimento dei ghiacciai  ha avuto un impatto sui corsi d’acqua ed ha provocato maggiori esondazioni dei laghi glaciali. A breve termine il flusso dei grandi fiumi aumenterà, ma a lungo termine  il proseguimento dello scioglimento dei ghiacciai provocherà un impoverimento dei ghiacciai e ridurrà anche il ruscellamento».

Quindi si annunciano tempi bui per rifornire di acqua le metropoli, l’industria e l’agricoltura cinesi ed è anche per questi che il Consiglio degli Affari di Stato (il governo centrale cinese) ha appena deciso  di accelerare la costruzione di progetti per lo stoccaggio di acqua. Durante una riunione del governo presieduta dal premier Li Keqiang è stato deciso di «accelerare la costruzione dei progetti di trasferimento dell’acqua per irrigazione e delle dighe, soprattutto nelle regioni del centro e dell’ovest che soffrono di penuria d’acqua, al fine di migliorare l’utilizzo dell’acqua, di attrarre gli investitori, di garantire la sicurezza idrica, di favorire l’agricoltura e di ridurre la povertà».

Il Consiglio degli Affari di Stato della Cina assicura che prima del 2020 saranno avviati 172 progetti di conservazione dell’acqua, «il che permetterà di aumentare l’approvvigionamento idrico di 80 miliardi di metri cubi ogni anno. Questi progetti permetteranno anche di risparmiare ogni anno 26 miliardi di m3 di acqua durante la produzione agricola e di ampliare le zone irrigue di 78 milioni di mu», cioè 5,2 milioni di ettari.