Svuotamento del Lago Ampollino, Legambiente scrive ai ministri Galletti e Franceschini

[15 ottobre 2014]

Dopo aver denunciato nei giorni scorsi lo svuotamento da parte di A2A del bacino del Lago Ampollino, nel Parco nazionale della Sila, Legambiente prende carta e penna e scrive  al ministro dell’ambiente  e della tutela del territorio e del mare, Gianluca Galletti, ed a quello dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, segnalando quella che ritiene una «violazione della legge 394/91 e del  d.lgs. 42/04 da parte della Società A2A».

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità del Cigno Verde, ricorda a Galletti e Franceschini  che «La scorsa settimana la società A2A, proprietaria del nucleo idroelettrico della Calabria, ha iniziato una attività di svuotamento del Lago Ampollino (capacità di invaso di 64.485.000 mc e una produzione di 165,780 GWh) bacino idroelettrico compreso nel perimetro del Parco nazionale della Sila» e sottolinea che «Le attività in corso, giustificate da A2A come opere di manutenzione ordinaria, sono iniziate senza che la Società stessa richiedesse le dovute autorizzazione al Parco nazionale della Sila per come prevede l’art. 8 del D.P.R. del 14/10/2002 che Istituisce l’Ente parco nazionale della Sila».

Secondo Legambiente quella che si prospetta «è una palese violazione della legge quadro sulle aree protette, 394/91, del su citato DPR istitutivo dell’Ente parco nazionale della Sila e del D.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), poiché viene manomesso il paesaggio e alterato lo stato dei luoghi all’interno di un contesto naturalistico di elevato pregio, in zona 2 del Parco nazionale della Sila e buffer zone della Riserva della Biosfera della Sila MAB/Unesco».

Nicoletti nella lettera ai due ministri evidenzia: «Da quello che abbiamo potuto verificare da un sopralluogo svolto sul posto, anche alla presenza di personale del C.T.A. del Corpo Forestale dello Stato, che da diversi giorni sta monitorando il Lago Ampollino, e dei militari dell’Arma dei Carabinieri della Stazione di Cotronei, l’intervento messo in atto da A2A ha ridotto di oltre 16 metri il livello dell’acqua trasformando gran parte del Lago in una palude, mentre in altre la mancanza assoluta di acqua, oltre a creare danni all’ambiente, ha fatto emergere non meglio identificate tubature sotterranee che sarebbe utile censire e classificare per verificare altri eventuali danni all’ambiente lacustre. In questa situazione il paesaggio lacustre, la flora e la vegetazione e la fauna presente nel lago e lungo le sponde, oltre all’avifauna migratoria, subiscono molti e irreversibili danni per evitare i quali è urgente che le S.V.I. intervengano urgentemente per imporre alla società A2A il rispetto della legge, far ripristinare lo stato dei luoghi e impedire che lo scempio al paesaggio e alla biodiversità si completi».

La lettera a Galletti e Franceschini si conclude con la richiesta di un intervento risolutorio: «Occorre intervenire con urgenza e  riportare la legalità in un’area protetta che continua ad essere oggetto di utilizzo predatorio, da parte di piccoli e grandi devastatori, senza che l’istituzione Parco, preposta alla tutela della biodiversità, del paesaggio e del patrimonio MAB Unesco, sia stata capace di imporre il rispetto della legge e di norme nazionali e comunitarie».