Il caso del torrente Senio, nella bassa romagna. Legambiente scrive all’autorità di bacino

Territori a rischio idraulico, ma le casse di espansione per difenderli che fine fanno?

[25 febbraio 2014]

La situazione dei fiumi non preoccupa solamente nel modenese: nelle scorse settimane, in conseguenza delle abbondanti piogge, anche il torrente Senio è stato un “sorvegliato speciale”. Se fortunatamente, nella bassa romagna questa volta l’evoluzione è stata positiva, desta comunque preoccupazione il rischio idraulico per i centri abitati che sorgono lungo il torrente Senio.

«Dal piano stralcio dell’autorità di bacino del Reno – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente A. Cederna – risulta infatti che ‘dalle simulazioni effettuate, il tratto compreso tra il ponte della Chiusaccia (nei pressi di Cotignola) e la sez. 72 (a circa 5 km dall’immissione in Reno) presenta situazioni di pericolosità molto elevata per ogni evento considerato sia pure, ovviamente, in termini quantitativi differenziati; è da rilevare comunque come anche gli eventi con tempo di ritorno di 20 anni siano in grado di creare situazioni di rischio molto elevato».

Per mettere in sicurezza tutti i centri di pianura, alcuni anni fa è stata pianificata la realizzazione di una serie di casse di espansione, cioè di bacini allagabili tra Riolo Terme e Castel Bolognese e nei pressi di Cotignola che consentirebbero in caso di piogge intense e prolungate di evitare rischi per gli argini e i centri abitati. Secondo il piano stralcio infatti tali casse sarebbero “in grado di mettere sostanzialmente in sicurezza l’intera asta fluviale del Senio a valle della via Emilia”.

«Purtroppo – ha commentato Rambelli – non risulta che nessuna di queste casse di espansione sia ancora stata completata, nonostante siano previste già da parecchi anni. Le notizie che abbiamo avuto finora sono che per la prima di queste opere sarebbe stato sostanzialmente completato da tempo lo scavo, ma mancherebbero tuttora le opere di presa necessarie al suo funzionamento, mentre invece i tempi per le altre 2 sarebbero ancora più lunghi».

Legambiente ha perciò scritto all’autorità di Bacino del Reno per chiedere informazioni sullo stato dei lavori. «Spesso si parla di grandi opere necessarie allo sviluppo – ha commentato Rambelli – strade, autostrade, nuovi centri commerciali, sembrano essere all’ordine del giorno dell’agenda politica. Visto ciò che è successo appena poche settimane fa nel modenese, riteniamo invece che la prima opera pubblica davvero necessaria sia la messa in sicurezza del territorio. È una pretesa assurda chiedere che le casse di espansione del torrente Senio possano entrare in funzione il prima possibile? Possibilmente prima che il problema si ripresenti con le piogge del prossimo autunno».

In allegato la cartografia delle aree a rischio idraulico (dal piano stralcio del torrente Senio).

di Legambiente