Terza corsia sull’A11: una boccata d’ossigeno, ma per uno sviluppo old style

[9 luglio 2013]

Nessun pregiudizio – nemmeno quando si tratta di realizzare strade per il trasporto su gomma, quando sono realmente necessarie – ma sulla terza corsia dell’Autostrada A11 nel tratto Firenze-Pistoia (27 km), il cui progetto di Autostrade per l’Italia (Aspi) ha avuto parere favorevole della giunta regionale, qualche dubbio rimane.

Al di là della necessità di intervenire su alcune criticità come l’imbuto fiorentino di Peretola e di adeguare  e modernizzare alcuni tratti, siamo certi che in chiave prospettica il traffico di persone e merci in quest’area sia in aumento tanto da giustificare una nuova strada? Nell’area non è già sufficiente la colata di cemento esistente? Rimanendo solo alle infrastrutture stradali, infatti, oltre all’autostrada sono ubicate diverse strade provinciali in uno spazio ristretto; i soldi, tanti (solo il progetto è costato 400 milioni di euro) non potevano essere investiti per migliorare il trasporto su ferro tra Firenze e Pistoia e poi verso il mare, comprendendo anche il tram-treno, la rete che servirebbe a collegare le mille attività produttive e le residenze presenti nella piana con la città capoluogo, riducendo l’impatto sulla qualità dell’aria (che invece con l’autostrada aumenterà)?

Questi alcuni nostri dubbi, mentre per la Regione il tratto (nel progetto rientra anche l’ampliamento di un segmento di circa 1,5 Km tra Pistoia e Montecatini) oggi non è in grado di fornire risposte adeguate alla domanda di mobilità del territorio, e quindi con nessuna incertezza per il presidente Enrico Rossi che ha definito l’opera «una boccata di ossigeno per l’economia e un miglioramento e modernizzazione delle infrastrutture esistenti».

Nel novero delle valutazioni sono da evidenziare poi tutti gli aspetti inerenti l’impatto ambientale, che la Regione non ha sottovalutato avanzando prescrizioni e raccomandazioni in tema di qualità dell’aria, aspetti idraulici e idrogeologici, vegetazione ed ecosistemi e rumore che sono state trasmesse al Ministero dell’Ambiente, e l’inserimento dell’opera in un territorio dove si sta discutendo ancora della qualificazione dell’aeroporto (l’orientamento della pista) e si dà il via alla progettazione del Parco agricolo.

Proprio su questi due ultimi temi la Regione si impegna ad “assicurare le necessarie coerenze tra l’eventuale qualificazione aeroportuale e l’adeguamento infrastrutturale dell’autostrada A11 e dello svincolo di Peretola”, mentre per il Parco agricolo della Piana, “si raccomanda di assicurare continuità ai “corridoi verdi” ed ai percorsi ciclo-pedonali, di concordare il progetto della fascia di mitigazione ambientale, prevista nel progetto del Parco, con la Regione e gli altri Enti competenti per territorio e/o proprietari delle aree e che concorrono alla realizzazione del parco stesso”.

Inoltre per la tutela della qualità dell’aria,  la Regione chiede al ministero dell’Ambiente di valutare la possibilità di prescrivere l’adozione del limite di velocità a 100 km/h nei tratti autostradali che attraversano i Comuni di Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Prato e Pistoia, in conformità con quanto già previsto nelle integrazioni al Pit; per gli aspetti idraulici “si chiede di informare debitamente i soggetti competenti in materia di protezione civile, in modo da effettuare l’indispensabile aggiornamento dei piani di protezione civile per la corretta pianificazione d’evento prevista dalla normativa vigente. L’opera non deve ridurre l’attuale livello di sicurezza idraulica. Aspi si è già dichiarata disponibile a adeguare gli attraversamenti dei corsi d’acqua ritenuti più critici”.

Per il rumore sono previste numerose prescrizioni volte in particolare a migliorare la situazione acustica del nodo di Peretola sia in fase di cantiere che successivamente a regime, e infine sul Piano di Monitoraggio Ambientale sono richiesti  ulteriori approfondimenti delle campagne di monitoraggio già previste in merito alle componenti atmosfera, ambiente idrico, rumore e fauna.

Al di là delle valutazioni sui singoli aspetti citati (che non fanno diminuire le preoccupazioni), questo progetto previsto dal “Protocollo d’Intesa sugli interventi di Autostrade per l’Italia nella Regione Toscana”, sottoscritto nel 2011 tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ANAS S.p.A., Regione Toscana, Enti locali e Autostrade, realizzato in un’area resa assai poco resiliente dalla continua impermeabilizzazione dovuta ai vari impatti antropici, crediamo che non abbia i requisiti per migliorare qualitativamente il territorio, ma risponde a logiche di sviluppo che in Toscana auspicavamo superate