Tevere, percorso partecipato per il parco interregionale. Tutela del fiume e dell’ecosistema

Legambiente: «Riduzione del rischio idrogeologico e la fruizione, per la sua salvaguardia»

[19 maggio 2015]

Al parco fluviale di Capoprati si è tenuto un incontro tra cittadini, associazioni e istituzioni dedicato alla discussione ed alla proposta di iniziative volte al rilancio del fiume Tevere nella sua interezza.

Introducendo il meeting, Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio, ha sottolineato che «Nonostante le eccezionali esperienze del parco Capoprati e della Magliana, siamo ancora lontani dal restituire il biondo Tevere agli abitanti del Lazio e a ridare al fiume la dignità che merita I problemi da affrontare sono tanti, dalla manutenzione degli argini che non è una questione puramente di decoro ma fondamentale invece per proteggere persone e biodiversità dalle tragedie legate al rischio idrogeologico, all’inquinamento; il fiume è inquinato, e non è un segreto, ma i monitoraggi della qualità delle acque devono essere fatti in modo costante e lungo tutto il corso per avviare le giuste politiche di riqualificazione. Poi c’è da affrontare la questione della governance, la gestione del fiume è ora affidata a 13 enti ognuno per diverse competenze. Va nella direzione giusta la proposta di legge regionale che mira a creare un parco interregionale del fiume Tevere.  Alla luce di tutto questo è fondamentale avviare un percorso partecipato con cittadini e portatori d’interesse che sia finalizzato a valutare le criticità e ragionare su una strategia per il Tevere, elementi essenziali per il percorso di Contratto di fiume annunciato dal Comune di Roma. L’incontro di oggi è servito anche a mostrare ai cittadini ed ai ciclisti accorsi per la Magnalonga che l’esperienza di Capoprati, un parco fluviale in peno centro storico, fa bene alla nostra città e che dovrebbe essere sostenuta ed estesa a tutto il percorso del fiume».

Quindi anche alla Toscana, visto che il Tevere nasce sul Monte Fumaiolo a 1 268 metri di altezza – in Toscana prima che Mussolini non spostasse i confini regionali per farlo nascere in Romagna -, attraversando la provincia di Arezzo e  che  con i suoi 410 km di asse ed i tanti affluenti che attraversano le regioni di Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, è il bacino idrico fondamentale della penisola italiana.

Giorgio Zampetti responsabile scientifico di Legambiente, dopo aver ricordato che  il Tevre, «Toccando direttamente 369 comuni abbraccia complessivamente buona parte dell’Italia peninsulare» e che «Oltre ad essere asse portante fluviale è ovviamente sinonimo di storia, cultura, territorio e bellezza», ha sottolineato che «Per questo il contratto di fiume è tanto più importante per il Tevere con esso infatti avremo a disposizione uno strumento per salvaguardare e rispettare l’ecosistema fluviale, la biodiversità, per ridurre il rischio idrogeologico, ma anche per proteggere la storia dei territori che il fiume attraversa e valorizzare le tante esperienze positive che già esistono lungo il corso d’acqua. Il contratto di fiume deve però essere un percorso costantemente e ampiamente partecipato per valutare innanzitutto obiettivi e strategie e quindi le azioni conseguenti, senza decisioni calate dall’alto e senza trasformarsi in un elenco di progetti e azioni slegate tra loro».