La Giunta regionale l’ha approvato nell’ultima seduta del 2013

Toscana, il nuovo Piano ambientale ed energetico (Paer) spiegato

[7 gennaio 2014]

Il Piano Ambientale ed Energetico Regionale, PAER, approvato dalla giunta regionale, sostituisce il precedente PIER e introduce sostanziali modifiche, ampliando non solo il settore d’intervento nella pianificazione ma l’intero approccio.

Il nuovo Piano si articola su due grandi aree concettuali: sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e allo stesso tempo contrastare i cambiamenti climatici attraverso la diffusione della green economy; promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione e la gestione dei rischi.

Per raggiungere questi obiettivi il Piano indica cinque macro aree di intervento stimando i costi nel medio periodo per mettere in atto i sistemi di adattamento ai cambiamenti climatici: difesa del suolo e della  risorsa idrica, difesa della costa, tutela della biodiversità e rischio sismico. La green economy viene assunta come il possibile modello di sviluppo su cui incentrare la ripresa e attuare gli obiettivi previsti dal piano.

«Il PAER è stato concepito come un piano pluriennale di opere pubbliche – ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Anna Rita Bramerini (nella foto) – e tre sono le sfide che si propone: l’adattamento ai cambiamenti climatici, la green economy e la prevenzione dei rischi».

«La messa in sicurezza – ha continuato – implica investimenti elevatissimi che contrastano con le ridotte capacità di spesa degli Enti Pubblici, Regioni comprese. Per questo abbiamo deciso di stimare per tutte le aree di intervento il fabbisogno totale e quindi favorire uno stanziamento finanziario annuo costante, da destinare alla realizzazione degli interventi».

L’ambiente per la Toscana è sinonimo di lavoro e dunque la creazione di una vera e propria economia green diventa una priorità per la Regione perché può offrire la possibilità di includere ricerca, produzione (anche sperimentale), installazione di impianti, consumo sostenibile e efficienza.
Per tutti gli investimenti previsti, si stima un incremento percentuale medio del Pil pari allo 0,2% (0,3% al 2030). A questo si associa un aumento medio dell’occupazione regionale dello 0,26% (0,4% al 2030) che corrisponde a circa 4700 unità lavorative l’anno.

Il Piano parte dalle specificità della Toscana e punta al loro sviluppo: nel settore dell’energia, si prevede di sviluppare  la filiera del calore con la diversificazione degli usi della fonte geotermica attraverso la media entalpia e le biomasse provenienti  dagli scarti agricoli e di manutenzione delle aree boscate; nel settore del recupero della materia si prevedono nuove forme di riutilizzo dei rifiuti e la valorizzazione del  legno e degli scarti legnosi per l’impiego nella eco-edilizia.

Sul piano energetico gli obiettivi partono dal target assegnato alla Toscana all’interno del Burden Sharing ma  vanno oltre questa quota. Il Burden Sharing assegna, infatti, alla Toscana un target del 16,5% di produzione da rinnovabili termiche ed elettriche sul consumo energetico complessivo, mentre il PAER punta a raggiungere il 20% al 2020.

Il Piano indica inoltre, in tre distinti allegati,  le aree non idonee alla installazione di impianti fotovoltaici, eolici e a biomasse.