Trentanove milioni di motivi per agire contro il dissesto idrogeologico

In Toscana attive 150 frane, servono 39 milioni di euro. Dal governo arrivati soltanto 16

[7 marzo 2014]

«Non possiamo sopportare che la Toscana abbia strade franate o ponti divelti dalla furia delle acque come è accaduto nel senese». Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, questa mattina è tornato a occuparsi di dissesto idrogeologico con un sopralluogo sulla frana di Panicaglia, a Borgo San Lorenzo, durante la tappa mugellana del suo “Viaggio in Toscana”.

È stata l’ennesima occasione per stendere un triste bilancio dell’emergenza perenne che interessa il territorio toscano: quella del dissesto idrogeologico. Ad oggi, ricordano dalla Regione, sono 150 le frane censite in Toscana. Per gli interventi di ripristino in somma urgenza la cifra totale stimata è di 39 milioni di euro, ma fino a questo momento da Roma ne sono arrivati soltanto 16.

«Noi ci abbiamo messo 50 milioni di euro – ha puntualizzato Rossi – ma non vorremmo distoglierli dagli interventi strutturali di difesa del suolo per destinarli agli interventi in somma urgenza sulle frane, rispetto alle quali chiediamo al governo di intervenire con i finanziamenti necessari». Investire in prevenzione sarebbe infatti l’unica carta da giocare per risparmiare disastri sul territorio e nei conti pubblici utilizzati per rattoppare le urgenze più gravi, foriere di grandi disagi per i cittadini e, talvolta, anche dispensatrici di morti innocenti.

«In Italia – ha detto il neoministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, appena insediato – abbiamo un problema idrogeologico che si perpetua da anni: ritengo che i primi provvedimenti debbano riguardare questo tema». Dal governo, ancora una volta, si aspettano dunque risposte concrete.