Urban-waste, a Firenze progetto Ue per migliorare la gestione dei rifiuti nelle città turistiche

Sul territorio è in aumento il flusso di turisti, che porta ricchezza ma anche particolari problematiche che è necessario saper affrontare con «sforzo sinergico»

[16 giugno 2017]

Quello della Toscana è un territorio che da sempre non ha bisogno di particolari presentazioni per essere conosciuto ed apprezzato nel mondo, con un brand che incrementa di anno in anno la propria attrattività: secondo i dati offerti dall’Irpet la Toscana accoglie (nel 2015) 90 milioni di turisti l’anno – qualcosa come 24 volte la popolazione residente –, un flusso che trova a Firenze la sua punta di diamante con un totale di 3,583 milioni di arrivi e 9,169 milioni di presenze nello stesso anno. Un quantitativo enorme di turisti, che porta ricchezza e prestigio ma anche non pochi problemi da gestire.

Non a caso Urban-waste è stato lanciato ieri nel capoluogo: si tratta di un progetto per una migliore gestione dei rifiuti nelle città turistiche – finanziato dalla Commissione Ue nell’ambito del programma Horizon 2020 –, che vede la Regione Toscana partner e in collaborazione con altre 11 città pilota europee fra cui le uniche italiane sono Siracusa e, naturalmente, Firenze.

L’obiettivo del progetto è appunto quello affrontare il problema dei rifiuti nelle città turistiche, supportando i decisori politici nella definizione di strategie efficaci ed innovative di gestione dei rifiuti, mirate a ridurne la produzione e migliorarne la gestione: «Vogliamo rendere maggiormente efficiente il servizio dei gestione rifiuti ma anche lavorare molto sulla modalità di prevenzione di produzione del rifiuto soprattutto in casi particolari come Firenze dove si somma la grande città con tutte le sue problematicità ma anche la città turistica – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni – quindi con flussi di presenze che nel corso dell’anno oscillano e presentano anche problemi vari». La filosofia di fondo è quella di «intervenire su un servizio pubblico essenziale che ha le sue problematicità specifiche e che ha bisogno di essere non solo ulteriormente indagato ma anche affrontato in un ottica di sistema con il concorso di tutti gli operatori, i soggetti che ogni giorno si occupano di questa tematica in modo diretto come il gestore, o in modo indiretto come gli operatori turistici per offrire una qualità del servizio in sé e di sostenibilità ambientale a cittadini e turisti».

Uno «sforzo sinergico» che vede nella cosiddetta Comunità di pratica la propria chiave di volta: luogo spontaneo e volontario di partecipazione che coinvolge cittadini ed attori locali che operano nel settore della gestione dei rifiuti, del turismo e dell’associazionismo locale e che possono avanzare proposte e contribuire ad azioni per prevenire e gestire i rifiuti nella città turistiche, alle quale nel caso fiorentino hanno già aderito il Comune di Firenze, la Città Metropolitana di Firenze, i 4 Comuni del Chianti fiorentino, Alia Spa, Cispel, Ato Toscana Centro, il Dipartimento di Ingegneria industriale -Unifi, Confindustria, Confesercenti, Assohotel, Federagit, Fiepet, Federalberghi, Turismo senza barriere, Legambiente, A.R.R.R., Camera di Commercio – Albo gestori ambientali, Firenze Marathon.

Domani la Comunità di Pratica di Firenze si presenterà ai cittadini e ai turisti con un apposito evento in piazza Duomo, organizzato in concomitanza e in collaborazione con la Notturna di San Giovanni.

Tra le azioni da promuovere ce ne saranno alcune dedicate alla riduzione dello spreco di cibo (coinvolgendo ristoranti e alberghi locali su temi come quello della doggy bag, o insistendo sulla necessità di prezzi maggiorati per avanzi da servizi a buffet) o del consumo di acqua di rete (ovvero quella che sgorga dai fontanelli pubblici, limitando l’impiego di quella in bottiglia con il relativo imballaggio) o la realizzazione di campagne di comunicazione mirate ad affrontare alcune criticità specifiche (ad esempio, informando maestranze di esercizi commerciali e pubblici esercizi sulla corretta raccolta dei rifiuti).

Poiché, inoltre, appare evidente che le molteplici modalità di raccolta dei rifiuti attive sul territorio regionale possano spiazzare un turista itinerante, all’interno del progetto Urban-waste non poteva mancare un’app dedicata, tramite la quale i fruitori possano ottenere gratuitamente informazioni sulla modalità di raccolta rifiuti nel territorio che li accoglie, sulla localizzazione dei contenitori per la raccolta oppure sulle altre azioni di progetto (ad esempio, la localizzazione dei fontanelli di distribuzione dell’acqua).

L. A.