Voragine sul lungarno Torrigiani, il giorno dopo il disastro

L’opportunismo politico ravviva uno scontro ideologico tra pubblico e privato, mentre efficienza e investimenti rimangono al palo

[26 maggio 2016]

Voragine lungarno

Il Comune di Firenze informa che «la situazione sta progressivamente migliorando al lungarno Torrigiani, tra Ponte Vecchio e Ponte alle Grazie (lato Oltrarno) dove ieri si è verificato uno smottamento del manto stradale, causato dal cedimento di un tubo dell’acquedotto, per una profondità di diversi metri […] Tutte le scuole sono regolarmente aperte». Nel mentre la Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta per crollo colposo, al momento senza indagati.

Ad essere sotto attacco è soprattutto Publiacqua: già ieri il sindaco di Firenze, Dario Nardella,  aveva detto che «Publiacqua deve spiegazioni a me e ai cittadini», anche dopo che l’azienda aveva informato i cittadini che, poco prima delle 16.00 di ieri erano stati conclusi i lavori di realizzazione di un by pass per restituire il servizio anche alle zone più vicine a lungarno Torrigiani: «L’approvvigionamento idrico è stato ripristinato su tutta la città di Firenze – hanno fatto sapere dall’azienda –, con eventuali situazioni puntuali di bassa pressione che gradualmente andranno a risolversi nel corso delle prossime ore». Publiacqua sottolinea dunque che «il nostro personale era intervenuto la notte scorsa su una perdita su lungarno Torrigiani. Perdita su una tubazione DN 700 (70 centimetri di diametro) che è stata chiusa nel corso della notte stessa. Successivamente i nostri tecnici sono intervenuti, assieme a Polizia municipale e Vigili del fuoco, sul successivo evento di lungarno Torrigiani per la messa in sicurezza e della zona franata e quindi per ripristinare il servizio, cosa che, come detto, è avvenuta nel pomeriggio». Il presidente di Publiacqua, Filippo Vannoni, ha convocato per oggi un consiglio di amministrazione straordinario per valutare il da farsi e inaugurare una perizia tecnica che possa chiarire le responsabilità. Nel mentre, «Publiacqua si scusa con i cittadini per i disagi che quanto accaduto ha creato loro».

Nonostante il quadro della situazione rimanga ancora piuttosto nebuloso, uno smottamento di tale portata a due passi da Ponte Vecchio e Uffizi, patrimoni mondiali dell’umanità, ha inevitabilmente esposto la gestione del problema alle accuse più varie. Marco Furfaro, di Sel/Sinistra italiana, attacca direttamente il Pd – che esprime l’attuale sindaco, Nardella, a sua volta preceduto dall’attuale premier Renzi – parlando prosaicamente di «una figura di merda su scala mondiale». La Lega Nord ha portato il disastro del lungarno fiorentino in Regione con un’interrogazione al presidente Rossi e alla Giunta nella quale si chiedono «approfondimenti mirati riguardo all’evento», mentre tramite Jacopo Alberti si spinge a dichiarare che «chiederà il commissariamento dell’Ente, finché non vengano pienamente chiarite tutte le cause».

Da parte del Movimento 5 Stelle l’attacco arriva invece direttamente da Roma, tramite il gruppo della Camera dei deputati. I pentastellati parlano di un caso «clamoroso, soprattutto per aver strappato la maschera alla bugia che viene di regola ripetuta come un mantra da chi spinge per le privatizzazioni […] Publiacqua, la società privata a cui sono stati affidati i servizi idrici, ha sempre giustificato il costo esorbitante delle bollette dell’acqua (402 euro a famiglia nel 2015, l’ottava città più cara d’Italia) con quella che secondo loro è un’enorme mole di investimenti sulla rete. Ma il “privato che funziona” ha ripulito le tasche dei fiorentini, e in cambio ha restituito… le stesse infrastrutture fatiscenti di prima». «Insomma – riassumono i Cinque stelle – l’acqua privatizzata costa molto di più, a fronte di nulla in cambio», forse dimenticando che il controllo di Publiacqua non è privato, ma pubblico. Le quote societarie sono infatti in mano per il 60% ai comuni serviti, e per il 40% ad Acea: una multiutility a sua volta a controllo pubblico (il 51% dell’azionariato è in mano a Roma capitale) alla quale tra l’altro in un’altra città toscana (Livorno), dove l’amministrazione è a 5 Stelle, sembra si stiano per aprire indirettamente le porte.

Dal caos fiorentino emerge così per l’ennesima volta una politica sterile, ideologicamente schierata per “l’acqua pubblica” o per “l’acqua privata”, apparentemente incapace di entrare nel merito dei fatti. Nonostante il tasso d’investimenti (e costo delle tariffe) tra i più alti in Italia, anche in Toscana la rete idrica è vecchia e inefficiente. La manutenzione serve, è urgente ed ha un costo: le acque torbide uscite dal referendum del 2011 ancora non sono state ripulite, con la confusione normativa e l’opportunismo politico che continuano a frenare gli interventi necessari sui territori.