Aeroporto, Legambiente a Rossi: quella pista non s’ha da fare

In esclusiva per greenreport.it la lettera aperta di Fausto Ferruzza al presidente Enrico Rossi

[23 luglio 2013]

Caro Presidente, siamo dunque arrivati al giorno della grande decisione. Aeroporto sì, aeroporto no. Con relativo richiamo all’ordine, esteso per la verità in modo assai muscolare, sia ai consiglieri del Suo partito che a quelli della Sua maggioranza. E qui vale la pena commentare, sia pur rapidamente, un primo nodo metodologico, che è preliminare a qualsiasi osservazione sul merito. Preparare la discussione in Consiglio Regionale con un incipit irrevocabile quale “O la nuova pista o tutti a casa”, crediamo non sia un buon viatico per l’instaurarsi di una dialettica serena e compiutamente democratica. Una sconfitta e non un avanzamento della Politica con la P maiuscola.

Quella che, invece, abbiamo spesso vista rappresentata anche dalla Sua giunta e che abbiamo anche chiosato positivamente nei vari Tavoli di Concertazione, nell’ultimo caso non più tardi di qualche giorno fa, per il varo della tanto attesa riforma della LR1.2005 sul governo del territorio.

Vorremmo proprio partire da quella riforma, per provare a dare un contributo ulteriore al dibattito, scevri da furori ideologici e concentrati invece sul merito delle questioni. Al tavolo di concertazione del 17 luglio scorso, Lei ha avuto modo di illustrare il senso della Riforma della Legge 1, confermando l’intenzione di arrestare una volta per tutte il consumo di suolo, assurdo tanto sul piano ambientale quanto su quello socio/economico. In una prospettiva storica, infatti, questa decisione che Lei ha annunciato, spalleggiato anche da ottimi assessori (Marson e Bramerini su tutti), assume i caratteri di una svolta epocale. Ebbene, noi crediamo che dentro questa stessa prospettiva, l’ipotesi di approvare una variante al PIT che preveda una pista aeroportuale in luogo di un Parco, contraddice platealmente gli obiettivi dichiarati. Perché, per quanto ci riguarda, è di questo che si sta parlando: costruire un nastro asfaltato di 3 km letteralmente sopra un Parco agricolo periurbano, che surrettiziamente si fa finta di promuovere.

Qualcuno potrebbe farci notare che lo si fa per “liberare” Peretola e Quaracchi dalle attuali pressioni ambientali e acustiche, ma anche questa argomentazione è debole e fuorviante. Perché è di tutta evidenza che creare l’hub regionale Pisa/Firenze, a nostro parere, dovrebbe comportare che si depotenzi e si alleggerisca in modo decisivo il carico ambientale sul capoluogo. Migliorare e mettere in sicurezza lo scalo e non ampliarlo, per permettere l’atterraggio di aerei più grandi, capienti ed inquinanti …

Insomma, caro Presidente, non siamo assolutamente d’accordo. E certo non smetteremo di ricordarglielo. Sicuri del fatto che c’è una forza endogena e incomprimibile nell’argomentazione intelligente. Una forza che non ha paura della prova del tempo.

Distinti saluti.

Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana