Agli agricoltori toscani piace il Piano di sviluppo rurale (Psr) della Regione

[7 luglio 2014]

La presentazione del nuovo Piano di sviluppo rurale è una buona notizia per l’agricoltura toscana. Un apprezzamento va all’assessore Salvadori e agli uffici della Regione per il metodo di lavoro, efficace e funzionale, e per aver avviato un momento importante di condivisione fra gli attori protagonisti dell’agricoltura toscana. Un metodo di lavoro che ha già dato risultati positivi, tant’è che la Toscana sarà fra le prime regioni ad inviare a Bruxelles la bozza del nuovo Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014- 2020, questo significa aziende toscane più competitive nei mercati nazionali ed internazionali. Un metodo che va però rafforzato per la gestione di tutta la nuova programmazione, partendo dal monitoraggio della nuova governance che sarà una delle principali sfide del sistema toscano, che si prefigge l’obiettivo di rendere più efficiente,semplificare e snellire l’intero sistema.

Un sistema che dovrà anche essere in grado di affrontare sia le criticità emerse nella gestione dell’ultimo PSR, sia di rispondere alle mutate esigenze delle imprese agricole, a partire dalla tematica del credito che è uno dei punti più critici che devono affrontare le aziende agricole».

Il Piano di sviluppo rurale sarà il motore della crescita della nostra agricoltura ed economia per i prossimi anni; per cui è vietato sbagliare ogni passo da ora in avanti per non vanificare quanto fatto di positivo. Per questo il PSR dovrà evidenziare e contenere tutte le eccellenze e le buone pratiche che l’agricoltura toscana ha a disposizione. Ad iniziare dalla recente Legge paesaggistica, che deve permettere investimenti alle imprese agricole e nuovi insediamenti; perché solo un’agricoltura dinamica, produttiva e competitiva, in grado di produrre beni, servizi e, soprattutto reddito per chi ci vive e ci lavora, può garantire la tutela del paesaggio e quindi dare opportunità di sviluppo socio-economico al settore rurale.

Quello della sburocratizzazione deve essere una priorità nella prossima programmazione; è necessaria una ‘carta di identità’ dell’azienda agricola, che permetta di facilitare gli iter burocratici delle singole aziende. Un documento in cui l’azienda scrive tutta la propria vita fin dalla nascita, e che può essere incrementata di volta in volta con le nuove pratiche ed esigenze, ma senza ripartire ogni volta da zero». Ed inoltre il tema del ricambio generazionale: «Per un’agricoltura più giovane ci vuole la massima attenzione per superare definitivamente le difficoltà del PSR passato. Ripartiamo dalle note positive, su tutte la Banca della terra avviata dalla Regione Toscana, con l’obiettivo di avere una superficie agricola lavorata e produttiva e non l’abbandono delle campagne come è avvenuto nell’ultimo decennio.

di Luca Brunelli, presidente della Cia Toscana