Agricoltori e ambientalisti francesi contro i nuovi Ogm

Greenpeace, FNE e le associazioni agricole contro l’Haut Conseil des Biotechnologies

[7 aprile 2016]

OGM mascherati

Ieri in Francia c’è stata una giornata di mobilitazione contro quelli che vengono chiamati i Nuovi Ogm  e Greenpeace France, che l’ha organizzata insieme a numerose associazioni di agricoltori e ad altre associazioni ambientaliste, sottolinea che «Mentre la regolamentazione europea sugli Ogm non è ancora soddisfacente, gli industriali già premono nell’ombra per commercializzare dei nuovi tipi di OGM, dallo status per il momento opaco. Il loro obiettivo? Sfuggire alla regolamentazione che assicura la valutazione degli  OGM prima dell’autorizzazione e dopo la loro tracciabilità  e il loro controllo».

La mobilitazione francese del 6 aprile ha chiesto che venga garantito un dibattito scientifico e democratico su queste nuove tecniche  di modificazione genetica, come TALENs e CRISPR/Cas.

Greenpeace France spiega di cosa si tratta: «Da diversi anni sono comparse le nuove tecniche di modificazione genetica. Sono differenti dalla transgenesi, il metodo “classico” più conosciuto e più utilizzato fino ad oggi per produrre OGM. Queste nuove tecniche, e i prodotti che ne derivano, non esistevano quando hanno visto la luce le regolamentazioni europee e poi francesi, all’inizio degli anni 2000. Sono quindi attualmente in un “limbo legale”, del quale all’industria della biotecnologia piacerebbe approfittare per commercializzarli il più velocemente possibile, evitando la regolamentazione europea associata agli OGM (valutazione dei rischi, tracciabilità, etichettatura, controllo…). Il problema di questi ultimi anni – le discussion scientifiche e politiche erano cominciate già da qualche anno – e soprattutto dei prossimi mesi è quindi di fissare il loro status giuridico: queste nuove tecniche permettono di fabbricare degli OGM e rientrano nel campo di applicazione della regolamentazione degli  OGM?»

Contadini e ambientalisti francesi temono un’accelerazione dopo l’annuncio della Commissione europea  della prossima pubblicazione di un documento che precisa lo status giuridico di queste nuove tecniche e in Francia è un organismo pubblico, l’Haut Conseil des Biotechnologies (HCB), che è incaricato di dare gli indirizzi sulle decisioni pubbliche in materia di biotecnologie.

Il 4 febbraio l’HCB ha pubblicato un primo gruppo di documenti provenienti dal suo  Comité Scientifique (CS) e e dal suo Comité Économique Éthique et Social (CEES), che sono stati trasmessi al governo francese. Ma secndo Greenpeace «Questo documento scarta dei pareri scientifici divergenti sulla base di regole interne tra le più discutibili. Così, non si è tenuto conto di quei pareri, considerando che queste nuove tecniche non pongono alcun problema e stimando che nn devono essere trattati come degli OGM  Si tratta solo di un esempio delle numerose disfunzioni  di questa istituzione».

E’ per questo che ieri  associazioni contadine e ambientaliste hanno organizzato un presidio davanti alla sede dell’HCB e a quella di AgroParisTech a Parigi e dicono che «Passare sotto silenzio dei pareri scientifici divergenti è inaccettabile», e quindi hanno deciso di sospendere  la loro partecipazione all’HCB «fino a che questi grandi malfunzionamenti non saranno risolti e in particolare fino a che non saranno presi in considerazione i pareri. Questa pratica è tanto più inaccettabile visto che il consenso è lontano dall’essere raggiunto , sia sulla natura dei prodotti derivanti da queste tecniche, che sulla loro innocuità o sui loro effetti indesiderabili ed inattesi».

France Nature Environnement (FNE) conclude: «Le associazioni  esigono che i nuovi vegetali siano sottoposti alla regolamentazione sugli OGM che assicuri la loro valutazione prima dell’autorizzazione, la loro tracciabilit, la loro etichettature e il controllo post-autorizzazione».