Agroecologia: gli agricoltori familiari devono rimanere al centro della crescita

Le conclusioni del secondo Simposio internazionale di agroecologia a Roma

[6 aprile 2018]

Chiudendo a Roma il secondo Simposio internazionale di agroecologia, al quale hanno partecipato 700 rappresentanti di 72 governi, circa 350 associazioni della  società civile e altre ONG e 6 Agenzie Onu, il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, ha sottolineato che «Gli agricoltori a livello familiare devono continuare a giocare un ruolo di primo piano nella crescita dell’agroecologia,  E’ tempo di far crescere l’implementazione dell’agroecologia. Siamo riusciti a passare dal parlare del significato di agroecologia, ad avere dei veri e propri obiettivi programmatici da raggiungere nei prossimi anni, con il sostegno forte della società civile e di quei governi che hanno lavorato sodo per rendere questo simposio un successo. Quando parliamo di agro-ecologia, non ci riferiamo a questioni puramente tecniche. Voglio ricordare gli aspetti sociali ad essa legati. Quando affermo che la Fao rafforzerà il ruolo dell’agroecologia nel suo lavoro, intendo dire che rafforzeremo il ruolo degli agricoltori famigliari e di piccola scala, dei piccoli pescatori e pastori, delle donne e dei giovani».

Da Silva ha ricordato che «La Decade dell’Agricoltura Familiare (2019-2028) e la Decade per l’Azione sulla Nutrizione (2016-2025) rappresentano opportunità importanti per creare consapevolezza sul rapporto tra agricoltura familiare, agroecologia e sviluppo sostenibile».

A margine del Simposio, il World Future Council (Wfc), la Fao e Ifoam-Organics International hanno lanciato il Future Policy Award 2018 per “politiche visionarie” che creano un ambiente positivo per l’agroecologia. I vincitori saranno annunciati più avanti quest’anno in una cerimonia alla Fao a Roma.

Il presidente del Simposio, Braulio Ferreira de Souza Dias, ha concluso affermando che «L’agroecologia offre benefici multipli, per la sicurezza alimentare e la resilienza, per rafforzare i mezzi di sussistenza e le economie locali, per diversificare la produzione alimentare e le diete, per migliorare la fertilità e la salute dei suoli, per aiutare ad adattarsi ai cambiamenti climatici e a mitigarne gli effetti, oltre a contribuire a preservare le culture locali e i sistemi di conoscenze tradizionali. E’ fondamentale implementare quadri legislativi e regolamenti che assicurino un cambiamento trasformativo verso un’agricoltura sostenibile e sistemi alimentari basati sull’agroecologia, che rispettino, proteggano e realizzino i diritti dei piccoli produttori, e il loro accesso a risorse produttive quali terra, acqua e sementi».

De Souza Dias ha delineato la via da seguire e una lista degli impegni “urgenti”: « I governi sono chiamati a sviluppale politiche e quadri legislativi che promuovono e sostengono l’agroecologia e i sistemi alimentari sostenibili, oltre a rimuovere “incentivi perversi” all’agricoltura non sostenibile».

La nota finale del Simposio invita la Fao a «sviluppare un piano di azione decennale per l’agroecologia oltre ad iniziare ad implementare l’iniziativa Scaling up Agroecology».  Invece, consumatori e cittadini sono stati invitati a «farsi agenti del cambiamento dei sistemi alimentari promuovendo un consumo responsabile», mente ai donatoro è stato chiesto di «aumentare i finanziamenti a lungo termine all’agroecologia» e «università e centri di ricerca sono stati incoraggiati ad aumentare la ricerca in questo ambito».