Biosicurezza: la piattaforma web europea per la gestione delle emergenze parlerà italiano

[30 agosto 2013]

È stata chiamata provvisoriamente EU Plant and Food Security Information System (Eupfsis) la piattaforma web sulla biosicurezza europea che è  stata presentata oggi a Pechino al Congresso internazionale di patologia vegetale (Icpp 2013), l’appuntamento quinquennale che fa il punto a livello internazionale sulla patologia Vegetale e che riunisce i migliori esperti del settore provenienti da ogni parte del mondo.

Eupfsis fa parte del Plant and Food Biosecurity – Network of Excellence (Plantfoodsec), finanziato con 6 milioni di Euro dalla Commissione Sicurezza dell’Unione europea, avviato nel 2011 e coordinato da Agroinnova, il Centro di competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale e agro-alimentare dell’Università di Torino.

I primi risultati di Plantfoodsec sono «un mappatura, in ordine di priorità, delle coltivazioni maggiormente a rischio e dei patogeni potenzialmente più pericolosi; la messa a punto di un modello efficace di analisi del rischio e soprattutto la progettazione di una piattaforma di diagnostica virtuale basata sul web per far fronte in tempi rapidi ad eventuali emergenze».

Il progetto, che si concluderà nel 2015, punta a «creare un network virtuale di livello internazionale per migliorare la qualità e l’impatto della ricerca e della formazione in Europa sui temi connessi alla biosicurezza e in particolare sulla gestione di emergenze causate dall’introduzione accidentale o deliberata di patogeni nelle aree coltivate».

Il precedente Congresso Icpp 2008 di Torino era stato organizzato da Agroinnova, oggi leader di Plantfoodsec che riunisce 13 Partner provenienti da Germania, Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Israele, Turchia e che vede la patecipazione dell’Ue e dell’United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute.

Agroinnova spiega che «partendo dalla considerazione che la diagnosi è l’elemento chiave nella gestione di emergenze legate la biosicurezza, nell’ambito del progetto Plantfoodsec è stata avviata la progettazione di uno strumento in grado di rivoluzionare potenzialmente le capacità di risposta in questo settore: si tratta di un network virtuale che sfrutta la piattaforma internet e le tecnologie ad essa connesse per mettere in rete gli agronomi, che spesso sono i primi a rendersi conto sul campo di un’emergenza, con i laboratori più all’avanguardia di ogni parte del mondo» e che Eupfsis «non è altro che una sorta di “database interattivo”, ovviamente ad accesso riservato, che permetterà agli agronomi di inviare direttamente in tempo reale immagini e video dell’epidemia ai laboratori internazionali più attrezzati, i quali a loro volta potranno attingere ad una enorme quantità di dati messa a disposizione dai vari Istituti sulla piattaforma ed interfacciarsi fra di loro in modo da condurre un’analisi approfondita in tempi rapidissimi e in modo coordinato».

«Infatti – aggiunge – come si è visto in passato, purtroppo troppo spesso la gestione di queste situazioni diventa difficile proprio a causa di una carenza nella trasmissione delle informazioni e nel coordinamento tra le Autorità, gli Istituti e i laboratori preposti a trattarle. Grazie a Eupfsis sarà invece possibile definire dei livelli di allarme per ciascuna emergenza (locale, regionale, nazionale, internazionale) e analizzare il problema in modo coordinato e in tempi rapidi».

I primi due anni del progetto sono serviti a stilare una lista di priorità delle coltivazioni maggiormente a rischio e dei patogeni potenzialmente più pericolosi, fondamentali per mettere a punto qualunque tipo di strategia.  Agroinnova sottolinea che «per quanto riguarda le prime è stato messo a punto un elenco di 451 piante suddivise in 11 gruppi: dalle piante aromatiche e medicinali alle sementi, dalle piante destinate all’orticultura ornamentale a quelle coltivate in campo. Sono poi stati definiti dei criteri di importanza, collegati al ruolo economico e sociale della coltivazione, al suo consumo e al suo impatto ambientale. Una prima classifica delle coltivazioni più importanti nell’ambito di questa selezione è stata stilata sulla base del loro valore in termini di produzione, fino ad arrivare ad una “short list” di 20 piante. Proseguendo nel progetto su queste 20 piante saranno identificati ulteriori criteri che determineranno la classifica finale. Questo elenco finale delle 20 colture più importanti del pianeta servirà a determinare anche le successive strategie di difesa e di risposta rapida in caso di introduzione di patogeni».

«Anche i patogeni sono stati studiati – spiegano ancora da Agroinnova – e selezionati fino ad arrivare ad una lista di 522, che include insetti, funghi, batteri e virus. Questa lista è il risultato dell’analisi e dell’incrocio di 17 liste analoghe ad oggi disponibili, redatte in vari momenti e in contesti differenti. Sono quindi stati identificati alcuni criteri per caratterizzarli ed ordinarli ulteriormente, come ad esempio la presenza in Europa del patogeno e del suo ospite o la tipologia e le caratteristiche dell’ospite. Un approfondimento particolare è stato riservato allo studio dei patogeni pericolosi per l’uomo e veicolabili dalle piante, sulla scorta degli esempi verificatisi anche recentemente in Europa come l’epidemia di Escherichia Coli in Germania nel 2011, causata da sementi infette provenienti dall’Egitto».

Plantfoodsec ha sviluppato anche un modello di analisi del rischio che, in caso di epidemie, potrà contribure a determinarne l’origine in tempi rapidi, in particolare se sia accidentale o dolosa. Agroinnova evidenzia che «il modello combina elementi collegati al metodo di introduzione, al clima e alla vulnerabilità della pianta, con il tipo di patogeno e con le capacità e la motivazione di un eventuale “malintenzionato” e fornisce una misura comparativa del rischio attraverso un rating che tiene conto di 15 diversi fattori. In altre parole, inserendo una serie di informazioni all’interno del modello, nel momento in cui si manifesta un’epidemia in una coltivazione, è possibile capire quante probabilità ci sono che l’epidemia sia stata causata volutamente dall’uomo e quante che si tratti di un’introduzione accidentale. Sulla base di questi risultati è possibile successivamente indirizzare le ricerche e gli studi successivi con maggior precisione e rapidità».

Maria Lodovica Gullino, direttrice di Agroinnova, conclude: «Gli interessanti risultati che stanno emergendo dal progetto Plantfoodsec confermano la necessità che da sempre ho sostenuto, di un approccio globale e sistemico ai temi della biosicurezza. Oggi più che mai l’Europa deve attrezzarsi per il futuro, un futuro che vede i prodotti agricoli, e alimentari in genere, viaggiare incessantemente da un continente all’altro e nel quale la sorveglianza e la capacità di rispondere in tempi rapidi ed efficacemente a qualunque tipo di minaccia alla sicurezza alimentare, sia essa accidentale o volontaria, non sono solo raccomandabili, ma necessarie. In questo senso non posso essere che orgogliosa del fatto che il nostro Paese sia all’avanguardia in questo settore di ricerca, e la leadership riconosciuta ad Agroinnova nell’ambito di questo progetto ne è una testimonianza concreta».

Foto di Manuela Gomez – Agroinnova, www.unito.it