Cnr, rischio desertificazione dei Paesi Ue che si affacciano sul Mediterraneo (Italia compresa)

«Fenomeno particolarmente preoccupante che richiede urgenti e cospicui interventi, e un grande impegno della ricerca scientifica»

[16 ottobre 2017]

Si tengono oggi a Roma le celebrazioni per la Giornata mondiale dell’alimentazione, organizzate dalla Fao: un evento che è culminato nelle parole pronunciate da Papa Francesco (qui il suo discorso integrale) ma che gode di un robusto retroterra scientifico, di cui nei giorni scorsi ha potuto dare testimonianza il Consiglio nazionale delle ricerche durante il convegno Clima, agricoltura, migrazioni: risultati scientifici e scenari possibili organizzato con la presidenza del Consiglio dei ministri.

In preparazioni della Giornata odierna, presso l’Accademia dei Lincei sono stati esaminati gli impatti dei cambiamenti climatici sugli agro-ecosistemi e le principali strategie di contrasto alle sfavorevoli conseguenze socioeconomiche, con particolare riferimento all’ambiente Mediterraneo.

«Il rischio desertificazione dei Paesi dell’Unione Europea che si affacciano sul Mediterraneo e sono interessati dai fenomeni migratori (Italia, Spagna e Grecia) è particolarmente preoccupante e richiede urgenti e cospicui interventi, e un grande impegno della ricerca scientifica – ha dichiarato al proposito il presidente del Cnr, Massimo Inguscio – Per il monitoraggio e l’adozione di sistemi di previsione e allarme climatico, per l’adattamento dell’agricoltura ai cambiamenti climatici, per un’azione di restauro del paesaggio rurale e degli ecosistemi forestali, per la salvaguardia delle risorse idriche e, in generale, del capitale naturale».

Nel corso del convegno sono stati dunque analizzati gli impatti del cambiamento climatico su biodiversità, agricoltura, foreste e sulla capacità di adattamento delle specie animali e vegetali, con particolare riferimento alle specie a rischio estinzione e di particolare rilievo per l’alimentazione e la salvaguardia del territorio, e alle soluzioni offerte dalla scienza per favorire la resilienza, il recupero e la produttività degli agroecosistemi, così da migliorare le condizioni di vita delle popolazioni rurali e governare le crisi migratorie: oggi, infatti, è più che mai necessario affrontare congiuntamente il tema della sicurezza alimentare e delle emergenze migratorie che coinvolgono in maniera crescente le popolazioni dell’Africa e della regione mediterranea, per offrire una risposta reale sia all’insicurezza alimentare che affligge l’area sia la – in parte conseguente – crisi migratoria in atto.