Coldiretti, il «clima impazzito» stronca l’agricoltura toscana

In un anno la produzione agricola regionale ha perso il 9,6%

[5 marzo 2018]

L’ultimo aggiornamento sui conti economici trimestrali elaborato nei giorni scorsi dall’Istat mostra  andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto sia per il settore industria sia per quello servizi, ma non per agricoltura, silvicoltura e pesca. Anzi: il settore primario è l’unico è indietreggiare pesantemente, registrando un -4,7% tra il IV trimestre 2017 lo stesso periodo dell’anno precedente. È «a causa del clima impazzito che – spiegano da Coldiretti – ha avuto effetti devastanti nelle campagne con una storica siccità su cui si sono abbattuti violenti nubifragi a macchia di leopardo, per danni stimati nei campi superiori ai 2 miliardi di euro nel 2017» a livello nazionale. A questo si aggiungono i danni di questi giorni, con neve e gelo fino nelle pianure. E in Toscana?

«Lo scorso anno – ha detto Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – si è chiuso con un quadro drammatico per le campagne toscane segnate da eventi calamitosi che hanno inciso pesantemente sulle produzioni. Secondo le stime della nostra organizzazione la plv (produzione lorda vendibile, ndr) agricola 2017 si è fermata a 2 milioni e 350mila euro con un calo del 9,6% rispetto al 2016 che fu anch’esso un anno di crisi».

La siccità  ha segnato la Toscana ed ha lasciato ferite profonde, stimate dalla Regione in oltre 430milioni di euro, colpendo in modo pesante un po’ tutti i settori ed in particolare seminativi, ortofrutta, miele ma anche vino ed olio. Il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, ha di recente firmato il decreto con il quale è riconosciuto il carattere di eccezionalità della siccità 2017 e attiva alcuni interventi di sostegno alle imprese agricole che hanno subito una consistente riduzione delle produzioni. Misura certo utile commentano in casa Coldiretti, ma tardiva e parziale.

«Si tratta di un crollo – precisa Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – dovuto agli effetti delle condizioni climatiche sulle principali produzioni del Paese, dalla riduzione del 23% della produzione di mele all’addio ad una bottiglia di vino su quattro, anche se la qualità è risultata buona, ma anche una produzione di olio in calo dell’11% rispetto alla media produttiva dell’ultimo decennio. In questa situazione di crisi si sono inserite anche manovre speculative per sottopagare i prodotti agli agricoltori con effetti negativi sul valore aggiunto. Un rischio che riguarda anche la recente ondata di maltempo che, con neve e gelo, ha colpito duramente le produzioni orticole anche toscane, come accaduto in Val di Cornia, con la distruzione dell’80% delle coltivazioni di carciofi. Ovviamente Coldiretti continuerà a monitorare la situazione anche per le colture arboree, soprattutto l’olivo. Ai cittadini la raccomandazione – conclude De Concilio – di essere attenti alle etichette ed ai prezzi, per evitare truffe e speculazioni».