Cotone sostenibile, migliorano le aziende leader ma molte ancora mancano all’appello

Il Report Sustainable Cotton Ranking 2017 di Pan, Solidaridad e Wwf

[3 ottobre 2017]

Utilizzato in centinaia di oggetti di uso quotidiano, il cotone costituisce gran parte del reddito per circa 100 milioni di famiglie in 80 Paesi; la sua produzione è però collegata a complesse sfide ambientali, sociali  ed economiche connesse ad esempio all’eccessivo consumo di acqua e all’uso di pesticidi per la coltivazione, unitamente all’impiego di lavoro minorile e al debito degli agricoltori. Secondo il rapporto  “Sustainable Cotton Ranking 2017” pubblicato da  Pesticide Action Network (Pan) UK, Solidaridad e Wwf, «Aziende leader del settore retail come C&A, H&M, IKEA, Marks & Spencer e Tchibo GmbH, diventano “apripista” sul tema della coltivazione sostenibile del cotone. Nonostante ciò, i progressi raggiunti in generale da molti grandi brand non sono ancora sufficienti».

Il rapporto delle 3 ONG ha l’obiettivo di «mettere in luce quanto le scelte di approvvigionamento delle aziende possano incidere positivamente per favorire la transizione del mercato del cotone verso una maggiore sostenibilità».  La ricerca è stata realizzata in forma indipendente dalla società Aidenviroment, che ha misurato le performance delle aziende riguardo policy, approvvigionamento e tracciabilità della filiera e  analizza le performance di 75 tra le maggiori aziende che utilizzano cotone, 37 in più rispetto all’edizione 2016 tra cui molte realtà che operano nei mercati emergenti di Brasile, Cina, India e Sud Africa, ed evidenzi «come gli impegni di sostenibilità siano guidati da 5 imprese che costituiscono un esempio per il settore (leading the way), con un punteggio tra i 50 e i 100 punti». Il ranking riporta poi le 8 aziende classificate “sulla buona strada” (well on way), che hanno totalizzato dai 25 ai 50 punti e, a seguire, ulteriori 18 brand che hanno raggiunto un punteggio tra i 5 e i 25 punti e che hanno dunque intrapreso il percorso per migliorare le proprie performance (starting the journey). In coda, le restanti 44 aziende che hanno invece totalizzato meno di 5 punti.

Dal “Sustainable Cotton Ranking 2017”  emerge che «In proporzione sono cresciute le aziende impegnate sul tema rispetto ai dati 2016, ma soltanto 11 imprese risultano effettivamente in linea per il raggiungimento di quota 100% cotone sostenibile entro il 2020 e, in generale, l’approvvigionamento di cotone sostenibile risulta comunque relativamente basso. Sebbene il cotone prodotto attraverso pratiche sostenibili abbia rappresentato il 15% dell’offerta globale per la stagione 2016/17 e si preveda raggiunga il 20% per la stagione 2017/18 (nel 2015/16 si è partiti  dal 12%), poco più di un quinto di questi volumi (21%) risulta essere effettivamente utilizzato. Il restante  viene venduto come  cotone “convenzionale”  ai brand e ai retailers, che individuano come ostacoli all’approvvigionamento di cotone sostenibile la scarsa domanda da parte dei consumatori,  la complessità delle catene di fornitura e il costo aggiuntivo».

Secondo Richard Holland, del Wwf International, «Non c’è alcuna ragione per cui tutte le grandi aziende non possano unirsi a C&A, H&M, M&S, Tchibo GmbH e Ikea sul tema del cotone sostenibile. Oggi sono disponibili informazioni, esperienze e know how per favorire un modello di approvvigionamento più sostenibile per il cotone, ad esempio attraverso  programmi come la Better Cotton Initiative (Bci)».

Il Rapporto evidenzia che «Delle 25 aziende valutate nelle edizioni 2016 e 2017 del ranking, 18 registrano un miglioramento nelle performance soprattutto in virtù di un maggiore approvvigionamento di cotone sostenibile. I 5 brand più performanti del 2016 (Ikea, C&A, H&M, Adidas e Nike) hanno infatti incrementato la percentuale di cotone sostenibile sul totale impiegato, raggiungendo quota 20% nel 2017; di questi, C&A ha ottenuto il più importante risultato, raddoppiando il suo punteggio. Inoltre, 13 società hanno rafforzato significativamente le loro politiche rispetto al 2016, con GAP Inc, Ike e M&S che hanno fatto i maggiori progressi». 9 aziende hanno migliorato i propri standard di tracciabilità: Marks & Spencer, C&A e H&M hanno ad esempio incrementato la lista pubblica dei loro fornitori.

Keith Tyrell, executive director di Pesticide Action Network UK è convinto che «La scelta di cotone più sostenibile è la migliore opzione che abbiamo per proteggere la salute dei lavoratori e l’ambiente dai pesticidi. Nonostante i progressi registrati nell’evoluzione delle policy aziendali, è deludente che nessuno dei brand abbia scelto di adottare politiche tese alla completa eliminazione dei pesticidi ad alto rischio (HHPs) nelle coltivazioni del cotone che loro stessi utilizzano».

Per Isabelle Roger, global cotton programme manager di Solidaridad, «Ci sono ancora  troppe aziende che stanno facendo poco o nulla riguardo il tema della sostenibilità del cotone. L’assunzione pubblica di impegni da parte dei CEO aziendali  riguardo il tema dell’approvvigionamento è fondamentale per favorire cambiamenti nel settore e per rendere il cotone sostenibile la norma da seguire».

Pan UK, Solidaridad e Wwf cncludono con l’invito a tutte le aziende che utilizzano grandi quantitativi di cotone «a definire misure ed obiettivi per raggiungere il 100% di approvvigionamento sostenibile di cotone entro il 2020, accrescere progressivamente il quantitativo di cotone più sostenibile usato nei loro prodotti e rendicontare pubblicamente ai loro stakeholders i progressi via via raggiunti».