Da Grosseto alla Cina, sul pomodoro la Toscana fa scuola nel mondo

[27 agosto 2013]

Produttori e consumatori, se sono uniti su un fronte comune, lo sono su quello della qualità. Sono convinti che i frutti della propria terra siano di qualità mediamente superiore a quelli disponibili sul mercato internazionale, e spesso hanno ragione da vendere. Quello che non sempre è altrettanto noto è che, in Italia, ad essere all’avanguardia è anche la sperimentazione scientifica per il settore agro-ambientale, con punte d’eccellenza anche in Toscana.

Lo dimostra l’ultimo successo del Centro Ricerche Crisba dell’Istituto Superiore “Isis – Leopoldo II di Lorena” di Grosseto, le cui attività di ricerca sul pomodoro da industria sono state presentate a Pechino, al X Congresso Internazionale di Patologia Vegetale.

Il Crisba da alcuni anni rivolge la sua attività di sperimentazione alle esigenze del territorio, e in particolare – comunica la Provincia di Grosseto in una nota – sull’impiego di microrganismi benefici in agricoltura in sostituzione degli input chimici, con il coinvolgimento diretto degli studenti, il sostegno della Provincia di Grosseto e in stretta collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa.

Ed è proprio dalla linea di ricerca condotta con l’ateneo pisano – in particolare, sull’utilizzo di isolati microbici per la fertilizzazione e la difesa biologica del pomodoro da industria – che sono stati ottenuti risultati così importanti da poter essere presentati ad un simposio di livello mondiale.

Le ricerche permettono anche il trasferimento delle più recenti acquisizioni scientifiche di laboratorio alle realtà produttive locali, coinvolte nelle sperimentazioni sia nelle fasi iniziali della produzione in vivaio delle piante – grazie alla collaborazione con le aziende ortovivaistiche “Edilio Marioni” (Roselle) e “Giovanni D’aria” (Rosignano Marittimo) – sia dopo il trapianto in pieno campo. Proprio in questi giorni è in corso la raccolta dei pomodori delle colture sperimentali inoculate con i microrganismi benefici che il Centro Ricerche – insieme all’Associazione Produttori Ortofrutticoli Regione Toscana di Grosseto – ha allestito ad Alberese.