Dalla Regione aiuti alle aziende agricole e zootecniche in difficoltà. Al via i bandi

[19 marzo 2014]

Cento euro per ettaro: è quanto vale l’indennità compensativa dedicata dalla Regione Toscana alle aziende agricole e zootecniche in zone svantaggiate o montane, un aiuto per cui si può presentare domanda da oggi (19 marzo) fino al 15 maggio. L’intervento rientra all’interno dei nuovi bandi inerenti le misure 211 e 212 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana 2007-2013. Possono presentare domandare anche le aziende che hanno presentato domanda di aiuto nel 2009 e per le quali l’impegno scade quest’anno.

La principale novità dei bandi 2014, comunicano dalla Regione, sta nel fatto che per la prima volta le risorse messe a disposizione (100 mila euro per la misura 211 e 100 mila per la misura 212) saranno erogate sulla base di una graduatoria regionale e non più locale: tutti gli allevatori del territorio regionale, in possesso dei requisiti previsti dal bando, potranno presentare domanda sul sistema informativo Artea. Saranno poi i criteri di priorità a selezionare le aziende nel caso in cui le risorse non siano sufficienti a finanziare tutte le domande. L’altra novità sta nel fatto che l’adesione alle misure comporterà l’assunzione dell’impegno (mantenimento dell’attività agrozootecnica) per un solo anno e non più per cinque: questo consentirà agli agricoltori di presentare nuove domande nel 2015 con le regole del nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020.

«L’obiettivo – spiega l’assessore all’agricoltura e foreste della Regione, Gianni Salvadori – è quello di sostenere l’attività agrozootecnica per il mantenimento di un tessuto socio-economico vitale in zone montane spesso poco produttive. La presenza degli agricoltori e degli allevatori in queste zone svolge una funzione di presidio ambientale perché garantisce la difesa della biodiversità e del suolo, nonché il mantenimento del paesaggio. La misura è finalizzata a fornire incentivi agli allevatori che mantengono la loro attività sul territorio, conservando i pascoli e le attività di coltivazione di foraggere».