Eletto il nuovo Consiglio della Comunità del cibo a energie rinnovabili

Concluso anche il nuovo tour didattico dell’Università degli studi di scienze gastronomiche con protagoniste le aziende Ccer, che spiccano all’interno del volume Circular economy food presentato a Milano

[29 marzo 2018]

La Comunità del cibo a energie rinnovabili (Ccer) – nata nel 2009 grazie ad un’intesa tra CoSviG, Slow Food Toscana, Fondazione Slow Food per la Biodiversità e un’avanguardia di aziende locali – è cresciuta negli anni fino a raggruppare 21 aziende socie, di cui 12 produttrici e 9 sostenitrici, che nei giorni scorsi hanno eletto il proprio Consiglio durante una partecipatissima assemblea.

Oggi a continuare a far parte del Consiglio sono Edo Volpi (Vapori di Birra – Sasso Pisano), Mario Tanda (Podere Paterno – Monterotondo), Enea Cosentino (Parvus Flos – Radicondoli), Fiorella Lenzi (Serraiola Wine – Frassine), Davide Borselli (la Poderina Tosana – Montegiovi), tutti soci produttori, con la new entry – sempre come socio produttore – di Pierangelo Beata (Le Bolli – Radicondoli); in rappresentanza della platea dei soci sostenitori, in virtù della modifica statutaria del 2016, è invece Franco Pedrini (Consorzio Filiera Corta del Volterrano – Volterra), con Paolo Ragghianti (Profumi di Toscana – Chiusdino) come suo sostituto, in modo da garantire un’ancor più solida rappresentanza.

Una volta eletto, il Consiglio ha dunque deliberato sulle nuove cariche, affidando a Edo Volpi la presidenza; a Fiorella Lenzi la vicepresidenza con funzioni di supporto al presidente nell’area geotermica tradizionale; a Davide Borselli la vicepresidenza con funzioni di supporto al presidente e sviluppo dell’associazione nell’area amiatina; a Mario Tanda la tesoreria.

«Accetto l’incarico, consapevole della fiducia che gli altri membri della Comunità del cibo a energie rinnovabili della Toscana hanno riposto in me – ha dichiarato Volpi –  È mia intenzione procedere nel solco tracciato dal Presidente e dal Consiglio uscenti per affrontare le importanti sfide che ci si prospettano nell’immediato futuro. Occorre consolidare ancora di più la Ccer e proseguire il buon lavoro sinora svolto».

Un lavoro che negli anni ha già maturato preziosi frutti, come mostrano anche le iniziative in cantiere. Una su tutte, l’ultima edizione del programma di viaggio didattico organizzato dal CoSviG insieme all’Università degli studi di scienze gastronomiche di Pollenzo: 14 ragazze e ragazzi provenienti da 4 continenti e 8 Paesi – dall’Italia agli Usa, dalla Tanzania alla Cina – si sono immersi in un tour tutto toscano, conclusosi ieri, per affinare le competenze previste nel loro corso di laurea triennale in Scienze e culture gastronomiche. Protagoniste naturalmente le aziende delle Comunità del cibo a energie rinnovabili, ma anche quelle energie pulite che permettono la sostenibilità dei loro cicli produttivi: in primis la geotermia, come testimoniano la visita in programma al CegLab – Laboratorio del centro di eccellenza per la geotermia di Larderello e al Museo della Geotermia, sempre a Larderello.

Del resto questo tour didattico è solo l’ennesimo anello della fruttuosa catena di collaborazioni realizzata negli anni tra CoSviG, Ccer e Università di scienze gastronomiche, come testimonia da ultimo il libro Circular economy food presentato proprio a Milano nell’ambito della rassegna Fa’ la cosa giusta: il progetto è nato all’interno del Systemic food design lab, ovvero quel Laboratorio di analisi e progettazione sistemica coordinato da Franco Fassio che all’Università degli studi di scienze gastronomiche si pone l’obiettivo di sviluppare (a livello teorico e applicato) un approccio di sistema basato sulla costruzione di relazioni collaborative, di valore e sostenibili, applicato al cibo nelle sue molteplici accezioni.

Del laboratorio fa parte anche Alberto Tallone, nel 2015 stagista presso CoSviG, che ha analizzato alcune aziende della Ccer (in particolare Vapori di Birra e Parvus Flos), rivelatisi poi utili elementi d’indagine: il progetto Circular economy for food ha infatti studiato il tema dell’economia circolare applicata al mondo del cibo, e il libro presentato a Milano è composto sia da una parte generale sull’economia circolare sia una parte di casi studio, tra i quali spicca proprio la Comunità del cibo a energie rinnovabili come esempio di buona pratica relativa alla economia circolare applicata al mondo del cibo in tutte le sue accezioni.