Emergenza Xylella: «Garantire la sperimentazione di alternative all’abbattimento delle piante non infette»

FederBio, Aiab, Wwf e Legambiente: «Promuovere l’agroecologia»

[16 giugno 2016]

xylella

«Le emergenze agricole, prime fra tutte quella relativa al caso Xylella in Puglia, vanno affrontate e necessariamente prevenute con l’approccio agro ecologico», è quanto scrivono in un comunicato congiunto FederBio, Aiab, Wwf e Legambiente che fanno riferimento a quanto detto il 15 giugno dal presidente della regione Puglia Michele Emiliano che il 15 giugno aveva dichiarato: «Mai pronunciata la frase “Pronti ad abbattere i nostri ulivi”», smantendo quanto riportato da alcuni organi di stampa. Emiliano dice che le dichiarazioni rilasciate il 14 giugno durante la task force anti Xylella sono chiare: «”Tuteleremo i nostri ulivi con ogni mezzo, faremo tutti i tentativi possibili e immaginabili per salvare il nostro patrimonio”. Dunque leggere oggi alcuni articoli che riportano frasi a suo nome del tipo “siamo pronti a tagliare gli ulivi” non corrisponde assolutamente alle sue dichiarazioni e alle conclusioni della riunione che anzi vanno nel senso opposto.
D’altra parte alla task force era presente la gran parte degli scienziati ed esperti che si oppone al taglio di ulivi nel raggio dei 100 metri dalla pianta infetta ed é stata trasmessa in streaming».

Il presidente della Puglia ha aggiunto: “Faremo di tutto per proteggere il patrimonio paesaggistico della nostra Regione e per questo seguiremo e sosterremo la ricerca scientifica e in particolare i protocolli sperimentali più promettenti volti a garantire una maggiore resistenza delle piante di olivo alla batteriosi”, per chiedere un impegno prioritario per l’agroecologia come risposta di medio e lungo termine contro la Xylella».

Oggi le quattro associazioni sottolineano «la necessità di scelte politiche chiare orientate verso l’agricoltura biologica e biodinamica, con l’adozione di tecniche agronomiche idonee ai territori e in grado di garantire prodotti di qualità tutelando ambiente e biodiversità. La risposta alla sentenza della Corte Ue sul contrasto alla “Xylella fastidiosa” in Puglia non può essere la sola eradicazione preventiva delle piante, anche quelle non colpite dall’infezione, e la realizzazione d’interventi basati sull’esclusivo utilizzo della chimica di sintesi come previsto dal Piano per la lotta al batterio».

Secondo ambientalisti e agricoltori biologici, «E’ necessario che la risposta alla sentenza della Corte Ue contempli anche la sperimentazione di soluzioni alternative al solo abbattimento delle piante. Nell’immediato deve essere previsto un programma di ricerca sul campo delle possibili soluzioni alternative all’estirpazione delle piante di olivo o ospiti dell’insetto vettore infette dalla Xylella fastidiosa, verificando l’efficacia dei diversi metodi di contenimento dell’infezione. Nel medio e lungo termine la ricerca di una soluzione sta nel non alterare, o in questo caso ripristinare, gli equilibri naturali come dettano i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica. La conservazione della biodiversità ambientale e del suolo per aumentare la resilienza degli agroecosistemi dovrebbe essere la linea guida prioritaria di ogni intervento in agricoltura. E’ indispensabile per questo incentivare e favorire tutte quelle azioni e tecniche agronomiche preventive e curative che non adottano o riducono drasticamente l’uso di insetticidi o fungicidi. Deve essere inoltre esclusa l’autorizzazione straordinaria di pesticidi chimici vietati da tempo per la loro nocività e che sono stati utilizzati in modo spregiudicato nella gestione dell’emergenza Xylella con un conseguente pericolo per la salute pubblica».

FederBio, Aiab, Wwf e Legambiente  dicono che «Per le piante di particolare pregio storico o monumentale sarebbe opportuno prevedere preventivamente il loro isolamento con reti anti-insetto, anche come misura alternativa all’abbattimento, monitorando attentamente la diffusione dell’infezione».

Le associazioni ricordano che «Al di fuori di ogni contrapposizione strumentale e ideologica Federbio, Wwf e Legambiente, hanno da tempo proposto alla Regione Puglia, al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e anche all’EFSA una proposta concreta per la gestione con metodo biologico dei territori colpiti dal batterio, in alternativa all’impiego massiccio di pesticidi e all’abbattimento degli olivi, utile anche a valorizzare quel territorio. Ad oggi le proposte delle tre Associazioni non sono ancora state prese in considerazione». Accogliendo con favore le dichiarazioni del presidente Emiliano, Federbio, Wwf  e Legambiente chiedono di «poter riaprire il confronto sulla base di queste proposte, ampiamente sostenute anche dai molti comitati di agricoltori e cittadini del Salento, affinché si possa in prospettiva concretamente lavorare per la creazione di un “biodistretto” nei territori interessati dalla Xylella».