Evo Morales: la foglia di coca è un aiuto per la lotta anticapitalista

Il presidente boliviano sicuro di vincere il referendum costituzionale e vuole lo sbocco al mare

[4 gennaio 2016]

Morales coca

Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha detto che l’uso tradizionale di foglie di coca l’ha aiutato a lottare contro il capitalismo. Intervenendo nel programma di Bolivia TV “El pueblo es noticia”, il presidente socialista boliviano ha infatti ricordato i suoi esordi in politica e gli avvenimenti che lo hanno convinto a diventare un attivista anticapitalista e leader sindacale. Per lui, all’inizio della sua attività «La foglia di coca è stata come una compagna di lotta antimperialista, la definirei l’anima degli altopiani».

Secondo il presidente indio della Bolivia, «La lotta per la difesa della foglia di coca ha aiutato a cambiare l’orientamento ideologico e politico dei cocaleros» e ha ricordato che  «è stato in quel momento che è stata contrastata la campagna imperialista di ” foglia di coca zero”» e che dopo di allora  «i governi predominanti hanno iniziato la persecuzione e la repressione contro i movimenti sociali. Questo è il modo in cui i governi come gli Stati Uniti, con il pretesto di combattere il terrorismo, il traffico di droga e di difendere i diritti umani  attaccano e invadono i Paesi che non sono d’accordo con la loro ideologia» .

La convenzione dell’ONU contro gli stupefacenti del 1961 ha dichiarato illegale il consumo di foglie di coca, ma in Bolivia il consumo di questa pianta ha permesso per centinaia di anni la sopravvivenza delle popolazioni andine nelle proibitive condizioni degli altipiani e il suo consumo fa parte della medicina tradizionale e delle cerimonie religiose, quindi non è vietata dalla legge e la masticazione della foglia di coca è diffusissima non sollo in Bolivia ma anche in altri Paesi andini dove sarebbe ufficialmente proibita.

Morales è un ex coltivatore di coca e leader sindacale dei cocaleros e da sempre si batte contro il divieto di coltivare  masticare la coca, dalla quale si produce anche la cocaina. Per gli indios boliviani la coca è una pianta sacra e la nuova costituzione boliviana del 2009 la consacra come «patrimonio culturale, risorsa naturale rinnovabile della biodiversità boliviana e fattore di coesione sociale».

Quanto al referendum costituzionale del 21 febbraio, convocato per permettere una sua rielezione, Morales si è detto sicuro che il suo partito, il Movimiento Al Socialismo, «Prenderà più del 70% dei voti favorevoli» ed ha avvertito i suoi avversari di non mescolare le cose per confondere l’elettorato. Per questo ha deciso di spostare gli incontri previsti con gli ex presidenti boliviani sullo sbocco al mare della Bolivia. Nel  2013 la Bolivia ha presentato un ricorso alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia per reclamare uno sbocco al mare nell’attuale costa cilena, perso durante una delle guerre latinoamericane nel febbraio del 1879, quando l’esercito di Santiago occupò per mai più ritirarsi 400 Km di liotorale  e 120.000 km2 che appartenevano alla Bolivia, ricchi di minerali.