Fabrizio Filippi è il nuovo presidente di Coldiretti Toscana

L’imprenditore agricolo pisano: «Due emergenze: danni da ungulati e predatori e burocrazia»

[15 ottobre 2018]

Fabrizio Filippi, 54 anni,  nato a Livorno, imprenditore agricolo con azienda ad indirizzo cerealicolo-olivicolo e faunistico a Santa Luce. Già presidente del Consorzio per la Tutela dell’Olio Toscano Igp, il più importante consorzio di produttori italiano e presidente di Coldiretti Pisa dal 2004, è il nuovo leader di Coldiretti Toscana. E’ stato eletto oggi a Firenze come successore di Tulio Marcelli che per 12 anni ha guidato la più grande organizzazione agricola toscana: 40.000 imprese agricole associate, 9 federazioni provinciali ed interprovinciali, 50 uffici di zona; sportelli sull’intero territorio regionale con 250 operatori dei quali 100 dedicati al Centro di Assistenza Agricola, con oltre 26.000 fascicoli riconosciuti; il patronato Epaca patrocina circa 45.000 pratiche annue ed il CAF assiste oltre 50 mila imprese e cittadini per pratiche fiscali; l’agenzia formativa svolge attività per oltre 6000 utenti all’anno; la rete di Mercati settimanali di Campagna Amica ha ormai raggiunto quota 70 ed oltre 1000 fattorie e agriturismi associati. A ciò si aggiungono società di scopo come Agrozotecnica Toscana, CreditagrItalia e Coldiretti Impresa Pesca.

Coldiretti ha eletto anche il nuovo direttivo regionale che è composto da Lidia Castellucci ed Enrico Lelli di Arezzo, Roberto Nocentini di Firenze, Andrea Landini di Prato, Simone Ferri Graziani e Guido Allori di Livorno, Andrea Elmi ed Elena Giannini di Lucca, Francesca Ferrari e Gianni Lorenzo di Massa Carrara, Tiziano Busti di Pisa, Fabrizio Tesi e Paolo Giorgi di Pistoia ai quali si aggiungono Francesca Lombardi per Giovani Impresa, Monica Merotto per Donne Impresa e Sergio Ballini per i Coldiretti Pensionati.

Coldiretti sottolinea che «Filippi porta in dote esperienza e grandi competenze avendo vissuto in prima persona il percorso di crescita di Coldiretti e delle aziende agricole che hanno saputo conquistarsi un ruolo strategico nel paese, sia sul piano economico che sociale»:  Filippi spiega che «ASttraverso il progetto di Campagna Amica, che è oggi la più importante rete di vendita diretta d’Europa abbiamo dato la possibilità alle piccole e medie aziende agricole di conquistarsi uno spazio di assoluta dignità sul piano economico, strutturando anche una rete di scambi culturali con i cittadini. Abbiamo creato l’opportunità di una rete organizzata, con regole, trasparenza e veridicità; abbiamo stimolato la creazione di imprese, l’occupazione e come diretta conseguenza cambiato l’immagine della professione di agricoltore. Oggi parliamo di imprenditori agricoli: Coldiretti è stata determinante per la rivoluzione, anche culturale, del settore e per l’avvicinamento di molti giovani. Il ricambio generazione è molto forte, più forte rispetto a tutti gli altri settori. I nostri mercati sono un punto di riferimento per migliaia di consumatori ogni giorno e questo grazie alle aziende che hanno sposato una filosofia di prossimità: i nostri prodotti sono al 100% locali, sono freschi e hanno una tracciabilità. Ma non solo, perché Campagna Amica ha rappresentato anche il grimaldello per forzare le resistenze di un’industria che ha realizzato con noi l’accorciamento e la distintività di filiere che interessano le commodities, a partire da quelle del grano e della carne».

Il nuovo presidente di Coldiretti Toscana ha illustrato le sue priorità: «C’’è ancora molto da fare. Ma sono due i punti che sono diventati emergenza: danni da predatori ed ungulati e burocrazia. Dobbiamo riportare in equilibrio la presenza della fauna selvatica che oggi è l’artefice della perdita di competitività delle aziende e di milioni di euro di danni ogni anno il cui risarcimento è infinitesimale rispetto a quello che subiscono. Cinghiali, caprioli, nutrie e lupi scoraggiano l’attività agricola ed indeboliscono la presenza delle aziende soprattutto nelle zone più svantaggiate dove fare agricoltura è ancora più complicato. Ecco, dobbiamo avere il coraggio di invertire la tendenza e rendere la compatibilità sostenibile per entrambi. Oggi non è così: oggi i cinghiali sono una calamità«. L’altro grande tema problematico è quello del rapporto con gli enti locali: «Vivono a velocità diverse ma gli obiettivi sono, o dovrebbero essere, gli stessi: creare lavoro, investimenti, migliorare la manutenzione del territorio, favorire il turismo e così via – ha detto Fulippi – Il rapporto è sbilanciato. C’è poca sensibilità, poca elasticità e poca praticità elementi che invece sono essenziali per chi fa impresa. Ogni anno le imprese spendono 100 giorni l’anno per adempiere ai diversi obblighi: quasi un terzo. Non stiamo parlando di imprese strutturate con uffici e professioni interni ma di imprese familiari con uno-due addetti. Il peso della burocrazia uccide l’agricoltura e questa è un’altra leva che va a discapito della competitività».

Tra i punti fermi del mandato del neo-presidente di Coldiretti Toscana ci sono le battaglie per la trasparenza e la tracciabilità: «Grazie a Coldiretti oggi molti prodotti agroalimentari hanno una tracciabilità in etichetta che garantisce la nostra filiera e le nostre imprese agricole – conclude Filippi – Penso alla pasta sulle cui condizioni è ora obbligatorio indicare la provenienza del grano, un settore strategico per la nostra provincia. Ed ancora il latte con i derivati, formaggi, riso, carni di maiale. Noi vogliamo la trasparenza per tutti i prodotti che finiscono sulle nostre tavole a tutela e difesa del nostro Made in Italy. Coldiretti è riuscita, spesso in solitudine,  a dare risposte al mondo agricolo ed alle legittime istanze dei cittadini».