Fao: a settembre prezzi alimentari in calo, crescono le scorte dei cereali di base

La siccità colpisce la produzione di canna da zucchero, migliorano le prospettive per mais, riso e grano

[5 ottobre 2018]

A settembre i prezzi globali delle commodities agricole sono calati grazie all’aumentare delle scorte dei cereali di base. L’Indice dei prezzi alimentari della FAO ha segnato un meno 1,4% rispetto ad agosto  e un calo del 7,4% rispetto al settembre 2017.
La Fao spiega che il suo indice dei prezzi dei cereali «E’ calato del 2,8%, a causa delle previsioni di un ampio racconto di mais negli Usa che ne hanno fatto calare le quotazioni all’export. I prezzi internazionali del riso e del grano sono anch’essi calati, quest’ultimo soprattutto a causa delle forti vendite e spedizioni dalla Federazione Russa.
L’Indice Fao dei prezzi degli oli vegetali ha segnato l’ottavo mese di declino consecutivo,« calando dal 2,3% a un livello mai così basso da tre anni. I prezzi dell’olio di palma ha registrato il declino più accentuato dovuto alle ampie scorte presenti nei Paesi maggiori esportatori, raggiungendo il valore inferiore del 25 % rispetto ad un anno fa.
A settembre l’Indice Fao dei prezzi dei prodotti lattiero caseari è calato del 2,4%, confermando la tendenza al ribasso, mentre l’Indice dei prezzi della carne è calato di poco rispetto ai valori di agosto.
L’Indice Fao dei prezzi dello zucchero segna un calo del 21% rispetto a settembre 2017, mentre è salito del 2,6% rispetto ad agosto, a causa della siccità che sembra aver avuto un impatto negativo sul raccolto in corso in Brasile, il maggiore esportatore mondiale. Inoltre, piogge monsoniche inferiori alla media in India e Indonesia hanno provocato l’aumento dei prezzi internazionali dello zucchero.
La Fao ha anche pubblicato l’aggiornamento del Bollettino della Domanda e Offerta di Cereali, e ha «innalzato le previsioni di quest’anno per la produzione di cereali a 2.591 milioni di tonnellate, inferiore del 2,4 percento rispetto alla produzione record del 2017».

Secondo il Bollettino, «Si prevede che precipitazioni ridotte causeranno raccolti di grano inferiori in Australia e Canada, tuttavia il calo dovrebbe essere compensato da una maggiore produzione in Algeria e nella Federazione Russa. La produzione di mais negli Usa si prevede raggiungerà il secondo più alto livello mai registrato, più che compensando le revisioni al ribasso della produzione russa. La produzione globale di riso è prevista aumentare dell’1,3%, superando il record assoluto dell’anno scorso, sostenuto da prove di piantagioni in Asia superiori alle aspettative precedenti, soprattutto in India».

La Fao prevede »un utilizzo globale dei cereali in aumento nella stagione 2018/19, raggiungendo le 2.647 milioni di tonnellate, una crescita dell’1,1% rispetto alle stime per l’anno precedente.  Il commercio globale di cereali è previsto raggiungere le 417 milioni di tonnellate, in calo di circa l’1.0% rispetto ai valori record dell’anno commerciale 2017/18. In termini di volumi, il commercio internazionale di grano e riso è previsto in calo, mentre quello del mais in crescita. Le scorte cerealicole globali alla fine della stagione nel 2019 sono previste assestarsi sui 751,3 milioni di tonnellate, al di sotto di circa il 7% rispetto ai valori record di inizio stagione, con prelievi di grano sostanziosi previsti in Unione Europea e Federazione Russa».