Pubblicato il nuovo rapporto “Lo Stato delle foreste nel mondo”

Fao, combattere la fame arrestando la deforestazione è possibile: 20 Paesi l’hanno già fatto

Da Silva: «Non possiamo più guardare alla sicurezza alimentare e alla gestione delle risorse naturali separatamente»

[18 luglio 2016]

stato foreste del mondo deforestazione fao fame agricoltura

Se l’agricoltura rimane la causa principale della deforestazione a livello mondiale, è necessario promuovere con urgenza interazioni più proficue tra l’agricoltura e la silvicoltura, per costruire sistemi agricoli sostenibili e migliorare la sicurezza alimentare. Questo il messaggio chiave della pubblicazione annuale della Fao Lo Stato delle foreste nel mondo (Sofo), presentato oggi in occasione dell’apertura della 23a sessione della Commissione Fao sulle foreste (Cofo).

Le foreste svolgono un ruolo importante nello sviluppo agricolo sostenibile attraverso una serie di canali, tra questi il ciclo dell’acqua, la conservazione del suolo, il sequestro di carbonio, il controllo dei parassiti, influenzando il clima locale e proteggendo gli habitat per gli insetti impollinatori e per altre specie.
«L’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, così come l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, riconoscono che non possiamo più guardare alla sicurezza alimentare e alla gestione delle risorse naturali separatamente – ha affermato il direttore generale della Fao José Graziano da Silva, aprendo i lavori della Commissione Fao sulle foreste – Entrambi gli accordi richiedono un approccio coerente e integrato alla sostenibilità nel settore agricolo e nei sistemi alimentari. Le foreste e la silvicoltura hanno un ruolo chiave da svolgere in questo senso».

L’agricoltura fa la parte del leone nella conversione delle foreste. Secondo il rapporto pubblicato oggi, nelle zone tropicali e subtropicali l’agricoltura commerciale su larga scala e l’agricoltura locale di sussistenza sono responsabili rispettivamente di circa il 40% e il 33% della conversione delle foreste, e il restante il 27% della deforestazione è dovuto alla crescita urbana, all’espansione delle infrastrutture e all’industria mineraria. Il rapporto sottolinea come le foreste svolgano molte funzioni ecologiche vitali che beneficiano l’agricoltura e incrementano la produzione alimentare.

«La sicurezza alimentare può essere raggiunta attraverso l’intensificazione della produzione agricola e con altre misure come la protezione sociale, piuttosto che attraverso l’espansione delle aree agricole a scapito delle foreste – ha affermato Eva Müller, direttrice della divisione Fao Politiche e risorse forestali – Ciò di cui vi è bisogno è un migliore coordinamento intersettoriale delle politiche in materia di agricoltura, silvicoltura, alimentazione e uso del suolo, una migliore pianificazione dell’uso del suolo, quadri giuridici efficaci, e un maggiore coinvolgimento delle comunità locali e dei piccoli proprietari». Foreste ben gestite hanno un potenziale enorme nel promuovere la sicurezza alimentare. Oltre ai loro contributi ecologici vitali, le foreste contribuiscono ai mezzi di sussistenza rurali e alla riduzione della povertà attraverso il reddito generato dalla produzione di beni forestali e di servizi ambientali. Circa 2,4 miliardi di persone fanno affidamento sul legno come combustibile per cucinare e per sterilizzare l’acqua. E gli alimenti che provengono dalle foreste forniscono alle diete rurali proteine, minerali e vitamine e possono anche servire come reti di sicurezza nei periodi di scarsità di cibo.

Secondo il rapporto Sofo, a partire dal 1990, più di 20 paesi sono riusciti a migliorare i livelli nazionali di sicurezza alimentare, e allo stesso tempo, mantenere o addirittura aumentare la copertura forestale – dimostrando che non è necessario tagliare le foreste per produrre più cibo. Dodici di questi paesi hanno aumentato la copertura forestale di oltre il 10%: l’Algeria, il Cile, la Cina, la Repubblica Dominicana, il Gambia, la Repubblica Islamica dell’Iran, il Marocco, la Tailandia, la Tunisia, la Turchia, l’Uruguay e il Vietnam. Tutti i loro successi sono scaturiti da un insieme di fattori: quadri giuridici efficaci, la sicurezza dei diritti di proprietà fondiaria, misure per regolare il cambiamento di uso del suolo, incentivi politici per un’agricoltura e una silvicoltura sostenibili, finanziamenti adeguati, e una chiara definizione dei ruoli e delle responsabilità dei governi e delle comunità locali.